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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca San Giusto / Via dell'Aeroporto

Inquinamento atmosferico e 'Galilei': secondo l'Arpat l'aeroporto è (quasi) sicuro

Pubblicato sul sito Arpat Toscana il rapporto sull'impatto dello scalo pisano sulla qualità dell'aria nell'area urbana di Pisa. La ricerca è stata condotta a cavallo del biennio 2011-2012. Nel complesso i rilievi rispettano le normative

La ricerca ambientale porta il nome di "Impatto dell’aeroporto di Pisa sulla qualità dell’aria" ed è il lavoro conclusivo di uno studio di monitoraggio svolto presso la città di Pisa e l’aeroporto Galilei. La finalità era quella di valutare l’inquinamento atmosferico generato dal traffico aeroportuale attraverso un sistema integrato di misure e di modelli previsionali dell’emissione e diffusione degli inquinanti rilasciati nell'ambiente dagli aeromobili, in particolare in riferimento ai gas ed ai particolati fine ed ultrafine.

Lo studio è stato condotto dall'Arpat utilizzando le tecniche sviluppate da Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects), in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio, che ha realizzato le mappe dell'inquinamento urbano di Pisa, e con l'Università di Firenze - Dipartimento di Chimica e la società Alitec srl, per quanto riguarda le misurazioni sul sedime aeroportuale.

Sono stati effettuati test in 3 diverse stagioni dell'anno (estate, autunno e inverno) per assicurare la genuinità dei campioni, con successive analisi cromatografiche e spettrofotometriche. I dati sono stati raccolti da 11 siti sulle piste di atterraggio ed in 54 siti sparsi nell'area urbana, in modo da rappresentare il carico di traffico in relazione al grado di urbanizzazione. Le concentrazioni di sostanze come il Benzene, la Formaldeide e il Diossido di azoto sono risultati nel complesso in linea con i valori medi giornalieri ed annuali previsti dalle norme vigenti.

E' stato invece ritenuto dall'Arpat "meritevole di approfondimento per una valutazione sugli effetti alla salute" l'esposizione per brevi periodi a elevati livelli di concentrazione sperimentabile in estrema prossimità degli aeroporti. Questo perché, in base ai rilevamenti effettuati nella zona di più frequente atterraggio, le polveri generate dai pneumatici e dai freni generano un "notevole incremento di particelle ultrafini durante le fasi di atterraggio e decollo degli aerei"

L'Arpat infine scrive che la Sat ha previsto la delocalizzazione delle abitazioni di Carrareccia e Cariola, in modo da eliminare una possibile criticità sia dal punto di vista acustico che della qualità dell'aria. Ulteriori benefici deriveranno dall'allungamento della pista in direzione sud e dal conseguente arretramento del punto di decollo e atterraggio, allontanando la sorgente di inquinamento dall'area urbana. La ricerca completa è reperibile sul sito dell'Arpat cliccando qui.

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