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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

La cultura produce ricchezza: Pisa al quinto posto in Italia

Lo studio di UnionCamere e Fondazione 'Symbola' ha dimostrato che nel 2011 l'industria culturale pisana ha prodotto 740 milioni di euro e dato lavoro a 15 mila persone

Pisa occupa un ruolo di primo piano fra le città italiane, in cui la cultura produce maggiore ricchezza: seconda in Toscana e addirittura quinta a livello nazionale. Nel 2011 l’industria culturale ha prodotto ben 740 milioni di euro pari al 6,9% di tutta l’economia provinciale, un dato superiore anche a quello di città come Firenze, Torino e Bologna. A livello regionale Pisa è seconda solo ad Arezzo, la provincia che detiene il primato nazionale.

Sono questi i dati che emergono dallo studio 'L’Italia che verrà: industria rapporto 2012 sull’industria culturale in Italia', realizzato da UnionCamere e Fondazione 'Symbola' e presentato a Treia (Macerata) nel corso della seconda giornata del seminario estivo della fondazione, presieduta dall’onorevole Realacci.

Scendendo più nel dettaglio, il 63% dei 740 milioni di euro prodotti dall’industria culturale pisana nel 2011 arrivano dalla cosiddetta 'industria creativa' (architettura, comunicazione, artigianato e design). Il 33%, invece, dall’industria culturale grazie soprattutto all’altissimo livello raggiunto nella produzione di software, mentre le arti visive coprono il 3% del totale e il patrimonio storico-artistico l’1,2%. E soprattutto, l’industria culturale a Pisa dà lavoro a 15mila persone, l’8,8% del totale provinciale.

"Pisa si conferma nel Paese e in Toscana come una città con grandissimo impatto delle attività culturali - ha commentato il sindaco Marco Filippeschi - Si tratta di una qualità strategica per il futuro e per rafforzarla il Comune sta facendo investimenti senza precedenti, incrociando  le politiche dell’Unione Europea".

"Il piazzamento eccellente nella graduatoria di Symbola e Unioncamere è tanto più importante perché - ha concluso il sindaco -  nel caso di Pisa non si possono contare a vantaggio i settori economici, come quello orafo di Arezzo,  ma valgono molto di più le attività di produzione e fruizione culturale, dei beni culturali e del turismo di qualità. Questi dati dicono tanto delle nostre straordinarie potenzialità di sviluppo".

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