Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Recupero Concordia, preoccupazione da Codacons: "Rischio si sfaldi durante la rotazione"

Secondo il consulente tecnico Codacons e ordinario di elettronica dell'Università di Pisa, Bruno Neri, ci sarebbe il rischio che la nave possa sfaldarsi durante la rotazione, rilasciando un'enorme quantità di materiali chimici

Alle 9 di stamattina sono iniziate le operazioni di recupero della nave da crociera Costa Concordia, naugrafata il 12 gennaio 2012 all'Isola del Giglio dopo aver urtato uno scoglio a soli 500 metri dal porto: il naufragio provocò la morte di 30 persone, numerosi feriti e due dispersi. Il relitto si trova incagliato negli scogli dal gennaio scorso, dopo mesi di lavori, oggi viene tentato il raddrizzamento, un'impresa navale senza precedenti.

A causa della pioggia le operazioni sono iniziate con qualche ora di ritardo rispetto all'orario previsto, l'iter comunque non è stato modificato secondo quanto comunicato dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli. La durata della rotazione si stima intorno alle 12 ore. I tecnici della Titan-Micoperi hanno spiegato che nel corso dell'operazione è possibile ci sia un rilascio di gas, dall'interno della nave, prodotti dalla decomposizione dei materiali organici ma al momento non sono stati superati i limiti di emissioni nell'atmosfera. Attualmente il tiraggio è di 2 mila tonnellate e tutto procede secondo i piani, si andrà avanti con step di 20 tonnellate fino a 4 mila per valutare il comportamento dell'angolo e il distacco della nave dallo scoglio.

In questi giorni le preoccupazioni e le opinioni riguardanti le operazoni di recupero della Concordia sono state tante, in una nota il Codacons ha affermato ci sarebbe il rischio che la nave possa sfaldarsi durante la rotazione, rilasciando un'enorme quantità di materiali chimici, lubrificanti, additivi, circuiti idraulici e oli lubrificanti nel mare, nonostante i panni assorbenti attorno al relitto. ''Sappiamo che la nave è già deformata e potrebbe addirittura essere stata perforata dai due spuntoni di roccia su cui inizialmente si era poggiata - spiega il consulente tecnico del Codacons Bruno Neri, ordinario di elettronica all'Università di Pisa - Non è possibile prevedere con precisione l'esito dell'operazione, e nessuno sa come la struttura possa essersi deteriorata. Il rischio è che la Concordia possa sfaldarsi durante la rotazione''.

"Nel 2012 facemmo un'immersione per tentare di fare delle riprese del lato destro del relitto - prosegue Neri - All'inizio la nave era poggiata su due spuntoni di roccia, uno verso prua e uno verso poppa. Ma quando il nostro sub è andato in immersione, il 3 agosto del 2012, era già impossibile passare sotto il relitto: il fondo della nave era completamente adagiato sul fondale, quello spazio che c'era originariamente già non c' era più. Questi due spuntoni di roccia potrebbero aver deformato la fiancata o addirittura averla perforata. In sostanza, potrebbero essere penetrati nella nave''.
 

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