Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Recupero dell'ex Gea, La Città Ecologica: "Un supermercato non ci sta"

L'associazione è critica sulla possibile realizzazione dell'opera nell'area di via Emanuele Filiberto

La Città Ecologica "non è contraria al recupero di quell'area. Pensiamo semplicemente che sia evidente che un supermercato di quelle dimensioni in quel sito non ci sta. Il suo impatto non è sostenibile, né in termini viabilistici, né urbanistici, né paesaggistici. Occorre ridurne drasticamente le dimensioni". Così l'associazione pisana prende posizione sulla possibile costruzione all'ex Gea di via Emanuele Filiberto di una Media Struttura di Vendita di 845 metri quadri, comprensiva di area commerciale, uffici, magazzini, spogliatoi per i dipendenti e residenza ad uso foresteria o casa del custode. Al momento il dedicato piano di recupero proposto dal privato è stato approvato con delibera di giunta il 20 maggio 2021. 

"Nel piano - scrive La Città Ecologica - si prevede di recuperare praticamente tutti i volumi e le superfici utili attualmente inutilizzati e per la maggior parte (oltre il 45%) destinati a magazzini realizzando un supermercato di superficie di vendita di circa 800mq con oltre il 65% della superficie destinata alla struttura di vendita ed ai suoi spazi accessori. In questo il piano non sembra rispettare il Regolamento Urbanistico che prevede che esso produca una 'Riduzione del carico urbanistico'. Di tale obiettivo primario che dovrebbe avere il piano di recupero nei documenti adottati non viene data alcuna dimostrazione e, anzi, non viene neanche citato tra gli 'Obiettivi del Piano di Recupero'. In effetti sarebbe alquanto difficile dare una tale dimostrazione. Infatti passare, sostanzialmente a parità di superficie e volume da una previsione di 'Servizi pubblici d’interesse territoriale' ad una previsione tutta di Commerciale-Direzionale, la più impattante dal punto di vista del carico urbanistico tra le tante previste dalla Norma, non può che costituire un aggravamento del carico urbanistico, in una zona della città già satura".

La richiesta dell'associazione è quindi quella di modificare il piano, in senso riduttivo. Parla di una "drastica riduzione della superficie di vendita, il che consentirebbe di risolvere adeguatamente anche le problematiche legate all’accessibilità dell’area, ed alla sistemazione degli spazi esterni in rapporto al vincolo monumentale ed a quello paesaggistico delle Mura Urbane". Anche le abitazione vicine "subirebbero un peggioramento della qualità dell’aria e del clima acustico. Le stesse indagini ambientali presenti tra i documenti del PdR prevedono in quella strada un aumento delle concentrazioni del PM10 di oltre il 20%".

Nel discorso entra originariamente anche la Variante Stadio. "Nell’area sono ricavati 59 posti auto privati per il funzionamento del supermercato. Sono gli stessi posti auto che nello Schema di convenzione il proponente si obbliga a far utilizzare in occasione di eventi di rilievo organizzato all’interno dello Stadio Comunale. Sarebbe questo il legame tra il PdR e la Variante Stadio. Peccato che questi pochi posti auto il proponente li possa mettere a disposizione solo quando sia chiuso il supermercato, ché altrimenti gli stessi sono dalla normativa vincolati per quella destinazione d’uso. Quindi sarebbero disponibili, diciamo, per qualche iniziativa in notturna e che cominci anche abbastanza tardi, dopo le 22 diciamo. Per quanto riguarda i parcheggi pubblici di standard non vengono proprio realizzati ma solo 'monetizzati' cioè il proponente verserebbe al Comune una cifra molto modesta. Ricapitolando si accoglie un’Osservazione in fase di approvazione definitiva della Variante Stadio perché si dice che sarebbe funzionale ad essa relativamente al reperimento dei parcheggi e poi non viene previsto nel PdR la realizzazione neanche un mq di parcheggio pubblico. Si incassa solo una somma, molto modesta oltre tutto. In questo modo chiunque avesse saputo di questa opportunità avrebbe potuto presentare un’osservazione in variante anche per un’area che fosse sita in qualsiasi parte della città, anche la più lontana da Porta a Lucca".

L'ultima censura dell'associazione riguarda due alberi di eucalipto: "Il PdR ne prevede l'abbattimento, probabilmente, perché cadrebbero sul realizzando percorso pedonale est-ovest a ridosso del confine. Tuttavia il loro abbattimento non sarebbe indispensabile per la realizzazione del percorso dal momento che, con minima perdita di area, lo stesso potrebbe aggirarli. Certo non sono alberi di specie pregiata né originaria dei nostri luoghi, tuttavia in città sono abbastanza presenti, uno addirittura, nell'area adiacente alle mura poco più a nord-ovest del sito in questione. Abbattere alberi di grosse dimensioni, forse secolari, lo riteniamo comunque sbagliato, se non indispensabile. Abbiamo chiesto all’amministrazione di eliminare questa previsione".

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