Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Referendum moschea: il comitato diffida (di nuovo) il Comune di Pisa a rispondere

Gli organizzatori insistono nel chiedere una presa di posizione sul quesito ai Garanti, dopo che gli stessi hanno sospeso la decisione per vicinanza alle elezioni. Il portavoce: "Posizione strumentale, c'è tempo ma non la volontà"

Prosegue la battaglia a colpi di carte bollate fra il Comune di Pisa ed il Comitato 'Il Popolo decide' sul referendum sulla moschea. Dopo la decisione del Comitato dei Garanti di sospendere il giudizio di ammissibilità del quesito, in quanto la votazione sarebbe troppo vicina alle elezioni e quindi non consentita dalle norme, gli organizzatori dell'iniziativa hanno diffidato l'ente a rispondere comunque circa la correttezza della formulazione. Sostengono inoltre con il portavoce Manuel Laurora che "ci sono ancora i tempi per poter firmare e votare, in pieno ed assoluto rispetto della Costituzione e dello Statuto comunale. Però è chiaro, tutti hanno ormai capito che 'qualcuno' evidentemente non è propenso a dare la parola ai cittadini".

Nel nuovo documento protocollato in Comune si contesta l'effettiva vigenza del divieto di svoglere un referendum comunale: "Per tali referendum - sintentizza Laurora - non si applicano le regole e i limiti di tempo (1 anno prima delle elezioni e 6 mesi dopo) dei referendum abrogativi nazionali. E se i Garanti erano comunque di questa opinione, allora perché non lo hanno fatto presente a luglio?". La missiva giunta a Palazzo Gambacorti spiega infatti che "se la soluzione interpretativa proposta (della vigenza dei limiti legati alle elezioni ndr) fosse accettabile, il sindaco ed i Garanti avrebbero potuto e dovuto comunicarlo al Comitato sin dal giorno del deposito, collocandosi questo entro l'anno dalle elezioni".

"In caso di questi ed altri danni - prosegue la diffida - conseguenti alla (e se del caso) mancata illegittima indizione del referendum, saranno chiamati a rispondere in giudizio sia il Comune di Pisa, che il Comitato dei Garanti". Nelle more del contrasto sull'applicazione della normativa nazionale e locale, la richiesta espressa è quella di proseguire comunque con la procedura di ammissibilità: "I promotori ed i cittadini da questi rappresentati hanno diritto ad una pronuncia, come più volte chiarito dalla Giurisprudenza". La questione è poi sentita in quanto "il protrarsi del giudizio di ammissibilità appare tanto più irragionevole se solo si considera che il quesito sottoposto all'esame dei Garanti è identico a quello già ritenuto ammissibile nel marzo 2016".

"Il tempo che passa è certamente perso - ha concluso Laurora - ma non si può non procedere, non ci si può più nascondere, la città è di tutti. Noi come comitato promotore rispetteremo quale che sia il risultato del referendum. Pisa merita questa pagina di grande partecipazione e trasparenza, merita una campagna referendaria informativa aperta a tutti i pensieri e a tutte le posizioni in merito. Adesso si può e si deve procede celermente".

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