Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Sicurezza, 'referenti-sentinelle' nei quartieri: consiglieri comunali divisi

Varie le reazioni dei rappresentanti del Consiglio Comunale al dialogo fra commercianti e Prefettura sulla previsione di responsabili d'area per la sicurezza in varie zone della città

Immagine di archivio

L'idea di istituzionalizzare la sentinella di quartiere fra i commercianti, in stretto collegamento con le forze dell'ordine, lanciata ieri 17 ottobre al tavolo tecnico sulla sicurezza presieduto dal vicequestore Gianni Triolo, ha suscitato la reazione anche di alcuni consiglieri comunali.

"Le strumento del 'controllo di vicinato' - ha commentato Ferdinando De Negri, capogruppo consiliare del PD - che prevede la collaborazione tra i cittadini, le istituzioni e le forze dell’ordine, è già stato istituito in diversi comuni italiani e i primi risultati sembrano incoraggianti. Rappresentano attività che, attraverso buone pratiche di attenzione civica, tendono a ricreare il senso di comunità: ritengo quindi che la loro introduzione a Pisa possa essere utile e auspicabile, evitando magari di usare nomi equivoci come 'sentinelle' o 'ronde', che hanno un significato molto diverso".

"La sicurezza in questi tempi - ha sottolineato Virginia Mancini, capogruppo consiliare di Forza Italia - rappresenta una problematica di notevole importanza in Italia e a livello locale. Ben vengano tutte le iniziative tese ad aumentarla, purché non siano iniziative arbitrarie e senza regole. Penso che tutto quello che può essere ulteriormente utile vada fatto, ma concordato con le istituzioni e con chi è responsabile dell ordine pubblico, affinché tutto sia di supporto e non di intralcio a polizia, carabinieri, vigili urbani, che già svolgono un enorme lavoro con tutte le problematiche che esistono".

"Leggiamo - così Valeria Antoni, consigliera comunale del M5S - con inquietudine riferimenti chiari a periodi nefasti del nostro passato, corporazioni che si organizzano per sostituire le forze dell'ordine o peggio cittadini che si trasformano in delatori attraverso sistemi informatizzati. La politica ha il dovere di chiedere che sia lo Stato a occuparsi della sicurezza dotando di sistemi più al passo con i tempo gli agenti. Noto poi con piacere che a dire dei rappresentanti di categoria i luoghi più a rischio sarebbero quelli in cui loro hanno le sedi. Uno sguardo più attento alla città avrebbe permesso loro di individuare zone davvero più pericolose, dal Duomo alla Stazione, ma anche Coltano e Calambrone sedi ormai note del traffico di stupefacenti".

"Sentinelle di quartiere?... - si chiede Maurizio Nerini, capogruppo consiliare di Noi Adesso Pisa-Fdi-An - tutto può servire nella lotta al degrado e alla delinquenza, bisogna vedere bene i contorni della proposta e del progetto che però deve essere messo in campo e inserito in ben più drastiche, risolutive e coraggiose decisioni".

"Interessante - ha concluso il consigliere comunale di 'Pisa è', Giovanni Garzella – la procedura delle 'sentinelle' promosso al tavolo Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Avrei preferito che tale 'osservatorio' lo facessero chi è pagato per farlo e non vorrei che una volta istituita la 'sentinella' si delegasse ad essa parte delle funzioni che sono proprie delle forze dell'ordine. Comunque un occhio in più non fa mai male. Non capisco perchè solo i commercianti e soprattutto scelti dalle categorie degli stessi. Ritengo che tale scelta sia da operare segretamente, con il segreto d'ufficio proprio di un dipendente dello Stato, da parte dei così detti 'Vigili di quartiere', se esistono ancora. Il commerciante è persona facilmente identificabile dai criminali e potrebbe divenire oggetto di azioni dannose. Comunque sia questa è la testimonianza di un fallimento dello Stato. Ma oggi come oggi sembra che lo Stato fallisca dovunque e siano necessari i 'volontari', come sta avvenendo nel Parco oramai sommerso dalla spazzatura'".

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