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Cronaca

Nuove norme sulla Polizia Municipale, i comitati: "Sparite promesse fatte in campagna elettorale"

Il Coordinamento che riunisce vari quartieri è preoccupato per il mancato dialogo con l'amministrazione e per diversi aspetti dei regolamenti in corso di approvazione

C'è grande attesa da parte dei comitati cittadini per l'approvazione, da parte del Consiglio Comunale il prossimo 12 marzo, della nuova normativa comunale circa la Polizia Municipale. Regolamenti su cui sarà certamente scontro fra maggioranza ed opposizioni, dati i 240 emendamenti presentati. Sul tema interviene anche il Coordinamento dei Comitati cittadini, che racchiude in sé Santa Maria, Mezzogiorno, La Cittadella, Porta a Mare/Il Muretto e I Passi. Il tono della lettera inviata all'amministrazione è fra il propositivo e il deluso: "Nessun coinvolgimento pubblico è avvenuto su questi importanti e delicati argomenti che disciplinano la convivenza civile cittadina. In particolare non sono state sentite tutte le rappresentanze democratiche e dirette della popolazione. Le decisioni preliminari sono state prese unicamente dentro il Palazzo nella seconda Commissione consiliare".

Prima infatti di esporre criticità e richieste, i comitati tengono a precisare che il comportamento della Giunta è apparso "scorretto, perché non ha consentito agli organismi qualificati dei cittadini residenti, che sono poi i destinatari finali delle normative, di potersi esprimere al riguardo". Questo perchè "la richiesta di dotare la città di Pisa di un nuovo regolamento di polizia municipale era presente espressamente, insieme ad altre misure in materia di sicurezza, ordine pubblico e decoro urbano, nelle proposte presentate ai candidati a sindaco. Il sindaco Conti nel suo programma di mandato riconosce il ruolo dei Comitati di quartiere che consentono 'un dialogo diretto con l'Amministrazione' e si è proposto la riorganizzazione dei CTP con forme di partecipazione che prevedono un coinvolgimento diretto della popolazione dei quartieri in organismi consultivi". Confronto finora mai avvenuto: "Il Coordinamento è in attesa di conoscere le modalità con cui si vuol raggiungere questo obiettivo, ma il sindaco e l'assessore alla partecipazione non hanno ancora ricevuto i Comitati che hanno chiesto loro da tempo un incontro specifico".

Riguardo i regolamenti, il Coordinamento ritiene in generale che sia "da migliorare la parte 'preventiva', che è solo annunciata, ma non prevede modalità specifiche di applicazione, pur presenti nella legislazione nazionale e locale, che, se non inserite nel Regolamento di polizia municipale, dovranno essere disciplinate con successivi provvedimenti amministrativi. L'ottica da cui parte il Coordinamento è che il regolamento, in definitiva, deve contenere in maniera dettagliata le 'regole per una civile convivenza' e quindi essere diretto ad evitare pericoli o situazioni dannose (educando alla legalità) e non solo a reprimerle".

Due dettagli importanti. Il primo: "Sono scomparsi il ripristino del progetto del poliziotto di quartiere e la copertura del servizio 24h su 24h (con introduzione del turno di notte) promessi in campagna elettorale". Il secondo, questione taser: "L'arma, definita dalla ditta costruttrice 'meno che letale',  è in uso in molti stati del mondo e sono discordanti le voci sulla sua pericolosità. Ci fa riflettere il fatto che è stata inserita dall'ONU nella lista degli strumenti di tortura, per il dolore acuto provocato, e, secondo Amnesty International, in pochi anni è stata responsabile di centinaia di morti nei soli Stati Uniti, anche se secondo altri studi le morti sarebbero state concausate dai problemi cardiologici di cui soffrivano i soggetti colpiti. Quindi la sperimentazione a Pisa va fatto con estrema precauzione, con personale adeguatamente formato ed esclusivamente nei casi dove si riducono al massimo i rischi per la salute".

Fra le richieste di integrazione ai regolamenti (il documento è stato inviato anche a tutti i consiglieri comunali), spicca certamente la volontà di un maggiore coinvolgimento degli abitanti. Si parla infatti di inserire l'esplicita previsione dei 'Patti di civile convivenza', "per l'incremento dei servizi di controllo del territorio e per la sua valorizzazione". Poi c'è la richiesta di inserire la figura del 'Baratto amministrativo', prevedere "strumenti di mediazione sociale e educazione alla legalità", insieme alla richiesta di aggiungere fra le aree del Daspo Urbano anche Piazza Dante, via dei Mille e via della Faggiola.

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