Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Lungarno Galileo Galilei

Regolamento del rumore: proteste da Argini e Margini e Arnovivo

La Società Cooperativa Flu mostra perplessità sulle disposizioni sull'emissione dei suoni nei pubblici esercizi durante le serate estive. "Una città spenta e silenziosa è tanto morta quanto pericolosa" dicono

Fa storcere il naso agli esercenti il regolamento sul rumore al vaglio dell'amministrazione comunale per cercare di dare maggiore tranquillità alle serate estive pisane. E' la Flu Società Cooperativa che gestisce gli spazi Argini e Margini e Arnovivo a sollevare molte perplessità sulla questione. "Argini e Margini ed Arnovivo presto ricominceranno la loro attività estiva sulle rive dell'Arno - si legge in un comunicato - quest'anno però le attività musicali sulle spiaggette potrebbero subire dei tagli drastici a causa del nuovo regolamento comunale per la disciplina della attività rumorose.Tale regolamento è in fase di discussione, è molto importante in questo momento quindi far sentire la voce di chi pensa che una regolamentazione ristrettiva su eventi e concerti sia fuori contesto nella nostra città. I luoghi di aggregazione, i progetti culturali e di intrattenimento sono indispensabili per Pisa, una città spenta e silenziosa è tanto morta quanto pericolosa".


La cooperativa spiega anche i cambiamenti che si potrebbero registrare nella prossima stagione estiva. "Senza entrare in aspetti tecnici che confonderebbero solamente le idee - fanno sapere da Flu - sostanzialmente questa estate ad Argini e Margini la programmazione di concerti subirà un taglio sostanziale: concerti a distanza di 15 giorni (massimo 3 consecutivi), per un totale di massimo 6 concerti in tutta la stagione. Inoltre non potrà essere prodotto alcun suono in mancanza di deroghe: in sostanza niente musica di sottofondo. Per Arnovivo le stesse limitazioni, forse potremmo arrivare alle 23.00 con la musica in filodiffusione, ma non lo assicuriamo".

"Tali restrizioni - concludono i gestori - a nostro parere sono incomprensibili, perché non tengono conto del rumore che effettivamente disturberebbe i residenti, ma soprattutto non tengono conto dei tanti residenti e non, che usufruiscono delle poche attività musicali presenti in città".
 
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