Cronaca

Disabilità, il 2020 a Pisa "si conferma un anno orribile"

La relazione del Garante dei Disabili del Comune di Pisa, Lia Sacchini, evidenzia tutte le criticità amplificate dalla pandemia

Immagine di repertorio

Il 2020 si è tramutato in un macigno dalla portata colossale: sul piano emotivo, sanitario, economico. La pandemia ha investito tutti gli aspetti della nostra vita, facendo crollare improvvisamente tutte le certezze che, chi più chi meno, tutti davano per scontate. Per una categoria della popolazione l'epidemia di Coronavirus ha avuto esiti ancora più complessi da gestire: i disabili. Proprio di loro parla la relazione annuale stilata da Lia Sacchini, Garante delle persone disabili del Comune di Pisa: nel documento redatto per la seduta del Consiglio Comunale di giovedì 8 aprile (che inizierà alle ore 14), ci sono tutte le evidenze di un anno molto difficile. E la premessa, uguale alla conclusione, è tanto sintetica quanto di per sé evidente: "Il 2020 è stato un anno orribile".

Lia Sacchini evidenzia che "le difficoltà imposte da restrizioni e limitazioni contenute nei Dpcm per limitare la diffusione del contagio di Coronavirus hanno inevitabilmente rallentato tutte le operazioni pianificate per la popolazione disabile del Comune". E prosegue snocciolando alcuni dati riguardanti il numero delle persone diversamente abili distribuite sul territorio italiano (3 milioni e 100mila, circa il 5,2% del totale secondo un'indagine Istat) e su quello pisano: "Per il Comune di Pisa il 'Primo rapporto sulla disabilità in Toscana' ci informa come secondo l’Istat (2015) le persone disabili sono 22.757, per l’Inail (2014) 9.197, per l’Inps (2015) 12.584 e per la Regione (2014) 7.502. Difficile calcolare il numero esatto quando si parla di persone disabili perché i dati scaturiscono da strumenti di valutazione diversi rispetto alle finalità dei vari Enti e Istituzioni che se ne occupano a vario titolo".

Lia Sacchini passa poi a elencare le operazioni portate a termine di concerto con l'Amministrazione, come quelle che rientrano nel Peba (Piano Abbattimento Barriere Architettoniche), per il quale Palazzo Gambacorti insieme alla Regione ha stanziato 160mila euro. "Il primo lotto di lavori, ormai terminati, ha riguardato Lungarno Gambacorti e l’accessibilità della Chiesa della Spina" si legge nel report. "I Lungarni sono stati resi accessibili tramite la realizzazione di rampe di accesso dal piano stradale ai marciapiedi, sia sul lato spallette sia sul lato edifici, completando così un anello di mobilità funzionale comprendente Lungarno Gambacorti, Ponte Solferino (rampe di accesso al ponte lato monte) e Lungarno Pacinotti dove è stato realizzato anche un allargamento del marciapiede di fronte al palazzo del Rettorato. In seguito ha preso il via tutta una serie di lavori tesi a rendere accessibile la maggior parte dei Lungarni pisani contribuendo così ad ampliare ulteriormente l’accessibilità della città".

Altre criticità e punti sensibili del programma di miglioramento dell'inclusione delle persone disabili riguardano l'accessibilità del trasporto pubblico urbano ed extraurbano, degli stabilimenti balneari e dei parcheggi per i veicoli a motore. Tasto dolente più di altri è, invece, quello della scuola, ambiente nel quale già prima dell'esplosione della pandemia gli studenti disabili dovevano affrontare numerose criticità.

Dai dati inviati dalla Società della Salute Zona Pisana, raccolti nell'ultimo report realizzato a inizio 2021, gli alunni disabili che frequentano gli istituti pisani sono in tutto 346. Sacchini osserva: "La situazione è rimasta oscillante durante tutto l’anno dipendendo dai vari passaggi regionali fra le zone rossa, arancio e gialla. Quest’oscillazione purtroppo ha portato gli alunni e studenti disabili e le loro famiglie ad affrontare periodi di solitudine angosciante, difficili da accogliere e gestire anche da parte degli insegnanti e del personale scolastico. Nel complesso credo di poter dire che tutto il comparto scolastico, così come quello inerente ai vari servizi di assistenza e supporto, ha risposto in modo puntuale rispetto ai Decreti succedutisi e alle necessità dei singoli alunni".

"Nel prossimo anno diverrà importante la metodologia, ancora da individuare, necessaria per recuperare il livello d’inclusione raggiunto da ognuno di loro dopo percorsi di anni con il rischio di ritrovarne alcuni in regressione nell’apprendimento o con turbe del comportamento sociale - prosegue il Garante - in quest’ambito inoltre serve ricordare l’approvazione del nuovo Piano Educativo Individualizzato (PEI), linea portante dell’inclusione scolastica, da attuare. Devo anticipare come siano già giunte segnalazioni di famiglie che vedono nel nuovo PEI 'porte seminascoste' che possono trasformare il concetto di 'inclusione scolastica' attraverso la possibilità, offerta ai genitori, di far ripetere anni scolastici ai propri figli disabili ad esempio; oppure di accettare piani scolastici con 'l’esonero per alcune discipline'. Molti iniziano a intravedere il ritorno possibile verso le esecrabili 'classi speciali' scomparse dalle scuole pisane solo negli ultimi anni del '70. Tutto ciò contro le direttive in merito espresse dalla Convenzione ONU, dalla L. 18/2009 e dalla Costituzione stessa".

Le osservazioni finali di Lia Sacchini si concentrano sulle azioni da mettere in campo nel 2021, compatibilmente con l'affievolirsi dell'emergenza provocata dalla pandemia. "Approvazione del Regolamento del Tavolo comunale per l’Accessibilità quale punto di riferimento per la progettazione, o ristrutturazione, urbana; verifica del 'Regolamento taxi attrezzati' a distanza di più di un anno dall’attivazione; favorire l’avvio di un rapporto collaborativo con il consorzio del servizio di linea urbano; favorire l’accessibilità degli stabilimenti balneari del litorale; individuare forme concordate di collaborazione con tutte le Istituzioni che agiscono sul territorio comunale così come con i Consorzi e quante altre realtà territoriali agiscono con o per il Comune di Pisa; garantire i diritti inalienabili degli alunni/studenti disabili di ogni ordine e grado, primi fra tutti quelli alla salute e allo studio".

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