Reparto Covid quasi pieno ad un giorno dall'apertura: "Numeri impressionanti"

Dei 24 posti attivati nella giornata di mercoledì all'ospedale di Pontedera ne rimangono disponibili solo 5. Il direttore del 'Lotti', Luca Nardi: "Il sistema sta reagendo ma l'andamento dei contagi fa paura"

Foto d'archivio

Il reparto Covid dell'ospedale di Pontedera riaperto ieri è già quasi pieno. Dei 24 posti attivati ne rimangono disponibili infatti solo 5. Risultano al momento occupati "18 dei 20 posti messi a disposizione per i ricoveri ordinari, e 1 dei 4 letti disponibili in terapia intensiva - spiega il direttore del 'Lotti', Luca Nardi - si tratta di pazienti in parte trasferiti da altri ospedali, in parte arrivati oggi e in parte trasferiti qui dalla cure intermedie dopo che la loro situazione si è aggravata. Hanno tutti più di settant'anni. Il sistema sta reagendo anche se l'andamento dei contagi fa paura. Sapevamo che c'era il rischio di una seconda ondata, ma i numeri che stiamo vedendo sono impressionanti".

La Regione ha predisposto un piano per fronteggiare la diffusione del virus che prevede un incremento progressivo dei posti letto per i ricoveri Covid, sia ordinari che in terapia intensiva, articolato in varie fasi. Il documento stima un totale massimo di 6.589 posti letto attivabili per il Covid fra gli ospedali pubblici e privati della rete regionale, di cui 5.946 di degenza ordinaria e 643 di terapia intensiva (circa 130 in più rispetto alle terapie intensive attivabili nella prima fase della pandemia, a marzo scorso). Il piano prevede la progressiva apertura di aree Covid con la conseguente graduale riduzione/sospensione di altre attività ospedaliere. Superati i 500 posti di terapia intensiva (ad oggi quelli occupati, secondo i dati forniti dalla Regione sono 137) si rende necessario attivare respiratori negli ospedali dismessi.

"Stiamo attuando il piano predisposto secondo le previsioni - spiega Nardi - è evidente che se arriva uno tsunami è impossibile contenerlo. Il timore c'è, è inutile negarlo, chi non ha paura è uno scellerato. Bisogna però sottolineare che abbiamo aumentato molto la potenza diagnostica e riusciamo così ad intercettare sul territorio un gran numero di pazienti asintomatici. Bisogna quindi sempre contestualizzare il numero dei positivi in rapporto ai tamponi effettuati".

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