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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Sociale: nel 2021 record di chiamate per denunciare violenze sulle donne

Dallo scorso gennaio a Pisa oltre 1.200 chiamate al Telefono Donna, 314 donne hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Torna a crescere lo stalking

Un fenomeno strutturale, radicato purtroppo nella cultura del Paese. E che come tale deve essere affrontato ed eradicato, perché va a tutela di tutta la popolazione. A partire da quella femminile, nel mirino della violenza nonostante la pandemia e le regole anticontagio che, in misura sempre minore, limitano il contatto fisico. In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, celebrata il 25 novembre, la Casa della Donna presenta il report sull'attività di supporto e sostegno alle vittime di violenza durante il 2021.

Dal 1 gennaio al 31 ottobre 2021 il Telefono Donna, la linea di ascolto e accoglienza del centro antiviolenza pisano (che risponde al numero 050 561628), ha ricevuto 1.211 telefonate, un numero più alto rispetto agli anni precedenti la pandemia ma in continuità con il 2020, anno record di chiamate (1.296). Da marzo 2020 ad oggi l’aumento delle chiamate è rimasto costante, sono circa 30 le donne che ogni mese chiamano il Telefono Donna per la prima volta. Nel corso del 2021 a chiamare il Telefono Donna sono state complessivamente 409 donne. Ben 314 hanno contattato il centro antiviolenza per la prima volta e, dopo il primo contatto, circa la metà delle donne (46%) ha iniziato il percorso di uscita dalla violenza.

"La violenza sulle donne è una tragedia culturale che in Italia, purtroppo, è ancora molto lontana dalla risoluzione" ammonisce la presidente della Casa della Donna Carla Pochini. "La pandemia ha accentuato la necessità di sostegno e supporto di tutte le donne vittime di maltrattamenti. E' opportuno, in parallelo alle azioni concrete di aiuto alle persone che ci contattano, mettere in campo una campagna di informazione e sensibilizzazione capillare. Ecco perché la Casa della Donna ha deciso di aprire due nuovi sportelli di ascolto sul territorio pisano: a Cascina e a Ponsacco".

A chiamare il Telefono Donna sono soprattutto donne tra 30 e 49 anni, in continuità con gli anni precedenti, ma nel 2021 sono aumentate le richieste da parte di giovani donne, soprattutto studentesse dell'Università di Pisa, che stanno vivendo o hanno vissuto situazioni di violenza. Un dato che evidenzia il bisogno da parte delle universitarie, in particolare fuori sede, di uno spazio di ascolto e aiuto per elaborare le violenze agite da partner o ex partner, oppure da familiari. Sono, inoltre, in aumento le richieste di aiuto da parte di donne con disabilità o con patologie che subiscono maltrattamenti da partner e familiari. "Il dato relativo alle donne con disabilità deve fare molto riflettere" sottolinea Francesca Pidone coordinatrice del servizio Telefono Donna. "Per le donne con disabilità il rischio di subire violenze e maltrattamenti è più alto rispetto alle donne non disabili. Non solo. Chiedere aiuto - continua Pidone - è ancora più difficile per una donna con disabilità. Fino a qualche anno fa la violenza sulle donne disabili era un fenomeno molto sommerso mentre adesso, grazie anche al lavoro di sensibilizzazione che portiamo avanti sul territorio insieme alle associazioni che si occupano di disabilità, c’è più informazione, più consapevolezza e allora cresce anche il numero di donne con disabilità che contattano il nostro Telefono Donna, talvolta con l’aiuto di persone vicine".

Rispetto alla tipologia di violenza, rimangono stabili i dati relativi a violenze di tipo psicologico (86%) e fisico (52%), aumenta invece nel 2021 lo stalking che era fortemente diminuito nel 2020 proprio a causa dei lockdown. Con un ritorno a condizioni di quasi normalità nella mobilità e nella vita di tutti i giorni aumentano purtroppo i casi di stalking: dal 6,3% del 2020 si è passati al 17% di donne che nel 2021 hanno chiesto aiuto alla Casa della donna perché vittime di persecuzioni, pedinamenti e minacce. Infine la provenienza geografica: delle 409 donne che nel 2021 hanno contattato il centro antiviolenza della Casa della donna, il 60% sono residenti nei comuni della zona pisana, il 20% in Valdera, il resto abita in Toscana o fuori regione. Un dato che rende la rete degli sportelli territoriali della Casa della donna ancora più importante.

"Probabilmente i periodi di lockdown, coabitazione forzata e limitazioni di movimento - sottolinea Giovanna Zitiello, coordinatrice del Centro antiviolenza della Casa della Donna - hanno portato familiari, amiche, amici e vicine/i ad accorgersi e riconoscere  gli effetti della violenza su sorelle, figlie, vicine di casa e amiche. La rete familiare e amicale può essere fondamentale per sostenere le donne e spingerle a chiedere aiuto. E proprio alle reti familiari, in particolare a coloro che restano dopo un femminicidio dedicheremo questo 25 novembre la bellissima mostra fotografica 'The consequences. I femminicidi e lo sguardo di chi resta' realizzata dalla fotogiornalista Stefania Prandi. La mostra sarà visitabile gratuitamente alla Gipsoteca in piazza San Paolo All’Orto fino al 2 dicembre. Mentre ai figli e alle figlie delle donne uccise, i cosiddetti orfani speciali, dedicheremo un pomeriggio di approfondimento mercoledi 1 dicembre sempre alla Gipsoteca. Non dobbiamo, infatti, mai dimenticare che la gran parte delle donne uccise per mano maschile sono madri".

"La Casa della Donna è un presidio storico del territorio - concludono il presidente della provincia Massimiliano Angori e Valentina Ricotta, assessore del Comune di Calci e intervenuta in qualità di membro della direzione della Società della Salute Zona pisana - la sensibilizzazione su questo tema è fondamentale per riuscire ad abbattere un altro ostacolo molto grande: la vergogna di denunciare o testimoniare la violenza. Abbiamo il dovere di offrire comprensione, accoglienza e strumenti adeguati per combattere questa piaga. I dati parlano da soli e sono molto preoccupanti e soltanto con il supporto di tutti possiamo sviluppare sempre più anticorpi contro questo odioso fenomeno".

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