Nuovi criteri per accedere agli asili comunali: la vicenda arriva in Parlamento

I parlamentari del Pd presentano un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Fioramonti: "Assegnare il posto a chi risiede da più anni nel Comune è incostituzionale e contrario alle leggi vigenti"

Da destra i parlamentari Ciampi, Ceccanti e Cenni

Il caso degli asilo nido ai bambini 'più pisani' arriva anche in Parlamento con l’interrogazione presentata al Miur da Stefano Ceccanti e sottoscritta dalle deputate Lucia Ciampi e Susanna Ceccanti: "Nel Documento Unico di programmazione 2020-22 per i nidi d’infanzia predisposto dalla Giunta leghista pisana - affermano i parlamentari del Partito Democratico - si prevede di introdurre un 'criterio premiante per l’assegnazione del posto a chi è residente da più anni nel comune di Pisa'. Un’aggiunta che senza alcuna precisazione viola l’articolo 3 della Costituzione come già testimoniato da casi analoghi con sentenze di condanna da parte della corte Costituzionale".

Secondo i parlamentari Dem quello della residenza è peraltro "un criterio che non trova alcun fondamento legislativo e nessun riscontro nella normativa vigente, anzi nel Regolamento della Regione Toscana, all’art. n. 10 si prevedono esplicitamente solo ‘criteri che tengono conto della composizione della famiglia e delle condizioni di lavoro dei genitori’. Occorre evidenziare, tra l’altro, come le risorse destinate per aiutare le famiglie che hanno bambini iscritti ai nidi non siano proprie del Comune di Pisa, ma arrivino da finanziamenti europei o nazionali erogati chiaramente sulla base di tutta la popolazione residente".

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Il criterio introdotto dalla giunta sarebbe quindi basato "su una ingiustificabile discriminazione. E’ sulla base di certe strumentalizzazioni che il Carroccio cerca di fondare il proprio consenso. Quello che più ci preme e per cui abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Fioramonti è sapere quali iniziative si intendano assumere in relazione a questo caso specifico, in modo tale che possano rappresentare un deterrente per altre amministrazioni comunali". 

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