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Duomo di Pisa, finito il restauro della cupola interna: "Bellezza che avvicina a Dio"

Tornati all'antico splendore dipinti, pennacchi e tetto ligneo. Presentate anche le 4 nuove vetrate del Battistero

Mai così affascinante. E' terminato il lavoro di restauro della cappella interna della Cattedrale di Pisa, un lavoro durato due anni, per circa 2 milioni di euro. L'Opera della Primaziale ha presentato oggi, 18 maggio, i risultati raggiunti dai restauratori, insieme ad un altro intervento di spessore al Battistero: 10 delle 14 vetrate ottocentesche (sono 16, due sono cieche) sono state restaurate, mentre sono state presentate le 4 costruite ex novo dall'artista toscano Francesco Mori. In questo caso il recupero è costato 176mila euro, mentre circa 100mila euro sono stati spesi per le opere ideate da Mori e realizzate dalla ditta Mellini di Firenze. 

I lavori alla cappella hanno richiesto uno sforzo tecnico importante, con un ponteggio sospeso che partiva dai 14 metri di altezza, per arrivare fino al punto più in alto della cappella di circa 50 metri. "Sono stati recuperati 1260 metri quadri di pittura ad olio - ha spiegato il presidente dell'Opera della Primaziale Pisana Pierfrancesco Pacini - e sono stati curati e riposizionati agli angoli i pennacchi con i quattro evangelisti, di 40 metri quadri ciascino, che erano stati rimossi nel 1954. All'epoca si volle cercare di capire cosa ci fosse sotto, ma si trovò soltanto il muro". A distanza di una generazione si può quindi adesso vedere ciò che realmente era stato creato dagli artisti Orazio e Girolamo Riminaldi per la cappella, e Michelangelo Cinganelli per le lunette. 

"Solo l'impalcatura per il restauro - prosegue Pacini - è costata 640mila euro. Sul ponteggio sospeso poi c'erano tutte le strumentazioni tecnologiche per lo studio, le analisi, le fotografie e l'intervento. E' stato poi installato un nuovo impianto di illuminazione modellabile, che valorizza ancora di più la cappella. E' insomma un recupero di grandissimo livello. Così come il restauro delle vetrate e le 4 nuove opere. Sottolineo che al bando internazionale avevano partecipato 57 artisti, con molti stranieri. La commissione ha lavorato molto, per poi premiare l'originalità, l'armonia e la grande forza espressiva delle idee di Francesco Mori". 

Entusiasta l'Arcivescono Giovanni Paolo Benotto: "Il restauro della cappella sprigiona una bellezza che eleva chi la guarda, è questo lo scopo di questi recuperi, avvicinare l'uomo a Dio. Durante i lavori sono stato vicino i dipinti e devo dire che da lassù si apprezza ancora di più la cura e la qualità del lavoro. E tutto questo è stato fatto nell'anno del nono centenario della Cattedrale, mantenendola sempre agibile. Ciò dimostra quanto sia efficiente, efficace e seria l'Opera della Primaziale".

Benotto ha poi menzionato in particolare due delle nuove vetrate: "Delle raffigurazioni di San Ranieri, Beato Giuseppe Toniolo, Beato Paolo Sesto e San Giovanni Paolo Secondo, queste ultime due sono segnanti. Per Paolo Sesto si simbolegga bene il suo ruolo di spartiacque nella storia liturgica della Chiesa, mentre per Giovanni Paolo viene colto il momento dello scampato attentato, con proprio la pistola che viene deviata, e il santo ha i piedi sui simboli di Comunismo e Fascismo, dei 'mostri' che hanno fatto milioni di morti. Un segno molto moderno, perché il recupero è anche questo, lasciare il segno del nostro tempo".

"Per realizzare le vetrate - ha detto l'artista Francesco Mori - ci sono voluti circa 4 mesi, ma il lavoro di studio ed ideazione è durato circa un anno. Poi del significato credo sia giusto che parlino loro stesse, vanno guardate per capire, è quello il linguaggio dell'artista. Posso aggiungere che è stata una bella sfida rendere personaggi così importanti in un modo armonioso con il contesto, ma anche con un approccio nuovo e se vogliamo anche provocatorio. Il tutto in un luogo così importante, legato poi a Nicola Pisano, uno dei primi che ha dato il via al Rinascimento, nel segno di una tradizione toscana. E' un'emozione essere vicino a lui, dar luce al suo pulpito". 

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