Cronaca

San Rossore: sarà restaurato il murale della Seconda Guerra Mondiale

I lavori sulla testimonianza storica partiranno da metà marzo, sarà poi riqualificata anche la Caserma dei Carabinieri Cinofili

Durante la Seconda Guerra Mondiale San Rossore fu uno dei principali scenari delle operazioni militari lungo la linea gotica. Prima occupata dai tedeschi, che stanziarono un centro di comando nella villa reale a Cascine Vecchie per poi farla saltare in aria durante la ritirata, la Tenuta ospitò successivamente i soldati alleati che allestirono un grande campo tra Cascine Nuove e Cascine Vecchie. A questo periodo risale il grande murale (2,4 metri di lunghezza e 1,2 metri di altezza) riscoperto nell'edificio che oggi è la Caserma dei Carabinieri Cinofili.

L'opera fu probabilmente realizzata da un prigionero tedesco, Kren Viktowien la firma presente in basso a destra, e rappresenta la riproduzione di un dipinto del famoso autore americano Harper Goff, disegno che nel 1946 apparve sulla rivista 'Esquire Magazine', con il titolo 'Winter run of the Witt Clinton'. Presumibilmente la fonte di ispirazione fu proprio questa pubblicazione, proveniente direttamente dall’America assieme ai vari rifornimenti militari destinati ai soldati alleati di stanza in Italia.

La scena ritratta, celebrazione della rivoluzione industriale, raffigura un paesaggio innevato con al centro il passaggio di un convoglio ferroviario trainato da uno dei primi modelli di locomotiva a vapore. Sullo sfondo alcuni edifici ottocenteschi ed in primo piano, parzialmente tagliata, la scena di una carrozza a cavallo impantanata nella neve. Il murale, dal valore storico, sarà restaurato, in accordo con la Soprintendenza, a partire da metà marzo. A seguire sarà riqualificato l'edificio: la progettazione definitiva è verso il termine e sono già state stanziate le risorse.

Anche in altri fabbricati di Cascine Vecchie si trovano testimonianze storiche risalenti allo stesso periodo: come gli stemmi delle divisioni di fanteria dell’Esercito Americano sulle colonne delle ex-stalle al piano terra del fabbricato Stalloni e le scritte in inglese impresse sulle pareti dei capannoni ex-fienili, che rievocano le operazioni di manutenzione dei veicoli militari.

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