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Cronaca Pontedera

Un 'Nastro rosa' in pedana per sostenere le donne operate per tumore al seno

La Federazione italiana scherma, l'ospedale 'Lotti', il Circolo scherma Arno e alcune associazioni hanno presentato il progetto

Il Circolo Scherma Arno, l’associazione Non più Sola, la riabilitazione della Asl Toscana nord ovest, l’ospedale di Pontedera e Salute e Sport insieme per le donne operate al seno. Il progetto 'Nastro Rosa', rivolto alle donne che hanno subito un intervento chirurgico alla mammella e che necessitano di riabilitazione, è stato presentato nella mattinata di venerdì 10 marzo al circolo scherma di Fornacette dai responsabili nazionali e locali della Federazione Italiana Scherma e dalla Asl.

"La scherma come attività fisioterapica per le donne operate di tumore al seno viene praticata da anni in Francia" spiegano Paolo Azzi (presidente FIS), Gianluca Alessandrucci (presidente CSA), Massimo Rosoni (maestro di scherma) e Enrico Scarlata (Sport e Salute Toscana). "Recentemente è stata introdotta anche in Italia visti gli ottimi risultati ottenuti, non solo dal punto di vista riabilitativo ma, soprattutto, psicologico. Infatti, gli studi dimostrano che praticare sport dopo un intervento oncologico al seno migliora la risposta immunitaria e l’aderenza alle terapie. In particolare la scherma praticata con la sciabola aiuta le donne nella riabilitazione perché migliora la mobilità articolare della parte operata, rinforza i fasci muscolari interessati e aiuta a contrastare il linfedema".

La sciabola, infatti, è il tipo di arma utilizzata perché è la più leggera e prevede l’esecuzione di movimenti più ampi, come sollevare il braccio fin sopra la testa o le aperture laterali: tutti gesti che aiutano a recuperare la mobilità articolare del braccio e della spalla operati. Alla presentazione sono intervenute Laura Roveda, chirurga responsabile della senologia dell’ospedale di Pontedera ed ex schermitrice, Stefania Tonola, fisioterapista e Ylenia Zambito, senatrice che ha portato la sua testimonianza, sottolineando come "la riabilitazione praticata in ambito extrasanitario e, soprattutto in gruppo, è un valore aggiunto da più punti di vista, non ultimo quello della socializzazione e psicologico perché  facilita il confronto con le altre donne e contribuisce in modo sostanziale alla cultura di corretti stili di vita".

"Inizialmente - ha affermato Laura Roveda - formeremo due gruppi composti da 10 donne. La precedenza viene data a tutte quelle donne che sono state operate alla mammella e all’ascella, perché è scientificamente provato che l’attività riabilitativa e sportiva, dopo un percorso impegnativo e gravoso come un tumore mammario, sono importantissimi per un ritorno alla normalità".

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