Sant'Anna, la Scuola riapre le porte agli studenti: "E' come tornare in famiglia"

Ogni settimana 60 studenti torneranno nelle strutture del collegio dopo aver effettuato test sierologici: i primi rientri in questi giorni, nessuno è risultato positivo. La rettrice: "Chiediamo ai ragazzi la massima responsabilità"

“E’ un momento emozionante. Noi viviamo questa realtà come una famiglia e stare per così tanto tempo lontani è stata una sofferenza”. A Parlare è Mattia Pasqualini, 21enne di Nova Milanese (Monza) pronto ad affrontare il 2° anno di economia. E’ uno dei primi 60 studenti rientrati in questi giorni nelle strutture della Sant’Anna. Da qui ai primi di ottobre la Scuola tornerà gradualmente a vivere la quotidianità accademica, in presenza e in sicurezza. Una "nuova normalità”.

Ogni settimana faranno ritorno a Pisa 60 allievi che verranno accolti prima nelle foresterie poi, dopo aver effettuato il test sierologico, nel collegio. Fin’ora gli esami effettuati su chi è già rientrato sono stati tutti negativi. Ad ogni studente la rettrice, Sabina Nuti, ha inviato una lettera di accoglienza, invitandolo alla massima responsabilità e al rispetto delle misure di sicurezza imposte dalla pandemia. “Ci impegneremo al massimo per rispettare le regole dentro e fuori il collegio - prosegue Pasqualini - cercando di limitare gli spostamenti a quelli strettamente necessari”.

Le misure adottate sono diverse. “Ogni giorno - spiega Francesco Genoni, 21enne di Novara - entrando nella Scuola, dobbiamo passare un termoscanner che rileva la temperatura corporea e compilare un modulo online nel quale autocertifichiamo l’assenza di sintomi che possono essere legati al Covid. Negli spazi comuni dobbiamo sempre indossare le mascherine e il gel disinfettante è praticamente ovunque. Mancavo da 6 mesi e diciamo che il rientro è stato particolare”. Anche per Tommaso Totaro, 22 di Bergamo al 4° anno di scienze politiche, “la distanza si è fatta sentire. L’obiettivo è quello di calarci presto in questa nuova normalità, sperando che si possa tornare il prima possibile alla vita prima della pandemia".

A rischio è anche la tradizionale battaglia di gavettoni fra gli allievi di Sant'Anna e della Normale. "Quest'anno sarà quasi impossibile mantenere la tradizione - prosegue Totaro - peccato perchè per noi la goliardia è un elemento importante della vita universitaria". Alberto Baldini, 20 anni, di Bologna al secondo anno giurisprudenza sottolinea "l'importanza del rapporto diretto con i professori per questo - spiega - speriamo riapra presto completamente anche l'Università".

"Anche durante il lockdown - afferma la rettrice Sabina Nuti - siamo rimasti aperti perchè circa 60 dei nostri ragazzi non sono potuti tornare a casa. Ora le porte si riaprono però tutti. I ragazzi sono chiamati alla massima responsabilità perché i rischi sono significativi. Con il collegio riapre anche la biblioteca mentre stiamo svolgendo i test per selezionare i nuovi allievi, con candidati che provengono da tutta Italia". Le regole sul distanziamento sociale si ripercuoteranno sull'utilizzo degli spazi. "Per quanto riguarda la biblioteca - continua Nuti - i ragazzi accederanno su prenotazione. Abbiamo chiesto loro di loro di utilizzarla solo per il tempo strettamente necessario, in quanto pensiamo si tratti di un bene comune che deve essere a disposizione di tutti gli allievi. Una volta terminato ognuno dovrà pulire la postazione utilizzata. Per quanto riguarda la nostra mensa centrale, per garantire a tutti il servizio, abbiamo chiesto di ridurre i tempi per il pranzo. Stiamo inoltre valutando la possibilità di utilizzare altre strutture per ampliare i posti disponibili e la possibilità, per il personale amministrativo e docente, di utilizzare dei lunch box da consumare per consumare il pranzo in ufficio".

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Fino a lunedì 21 settembre saranno infine aperte le iscrizioni alla prima delle 14 'Seasonal School'. "Si tratta - conclude la rettrice - di attività formative intensive della durata di 2 settimane che possono essere svolte online o in presenza e rivolte a studenti meritevoli che frequentano altri atenei italiani o stranieri, che vogliono approfondire temi interdisciplinari di frontiera, che vedono il Sant’Anna tra i leader internazionali nella ricerca".

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