Cronaca Gagno / Via San Iacopo

Gagno, i cittadini delusi: "Senza manutenzioni torneremo a protestare"

Dal Comitato del quartiere sottolineano che, nonostante promesse di interventi di manutenzione, niente sia stato fatto per risolvere alcune criticità nelle strade. "I lavori devono partire" dicono

Sfiducia e rabbia. Sono i sentimenti che accomunano i cittadini del quartiere di Gagno che da mesi chiedono manutenzioni straordinarie per risolvere alcuni problemi come mancanza e scarsa illuminazione pubblica, allagamenti di strade e cantine dovute ad una rete fognaria ormai antiquata, strade e marciapiedi devastati.

Dal Comitato Riprendiamoci Gagno ripercorrono le tappe che hanno portato a chiedere a più riprese al Comune di intervenire. "Dal mese di luglio 2015 - dicono i cittadini - abbiamo iniziato una campagna contro lo stato di abbandono in cui riversa il quartiere: è iniziata una petizione in cui siamo riusciti a raccogliere più di 200 firme con l'intenzione di sollecitare l'amministrazione comunale ad intervenire rapidamente". Ma le firme non sono servite, così gli abitanti hanno dato vita ad un blocco stradale in via San Jacopo a fine ottobre per passare poi ad una protesta del tutto particolare: si sono improvvisati muratori risistemando alcuni marciapiedi in via Guardistallo, "per dimostrare che i lavori si possono fare, basta che l'amministrazione comune lo voglia fare iniziando a spendere i soldi pubblici anche per i quartieri di periferia e non solo per il centro storico e per le grandi opere".

"Il 10 dicembre - ricordano ancora dal Comitato - siamo riusciti ad organizzare un'ispezione nel quartiere a cui hanno partecipato l'assessore Serfogli, la presidente del Ctp6 Ciardelli e i vari tecnici degli enti responsabili dei lavori: Pisamo, Apes e del Comune. Questo sopralluogo era terminato alla Casa del Quartiere, sede del Comitato, con il buon auspicio di proseguire un percorso che poteva portare ad un'importante progetto di riqualificazione, necessario e non più rimandabile. A fine ispezione inoltre l'accordo era che i tecnici avrebbero dovuto scrivere delle relazioni utili per la realizzazione del progetto delle manutenzioni. Lo scorso 3 febbraio - proseguono - abbiamo nuovamente incontrato Serfogli e Ciardelli per fare il punto della situazione ma a distanza di 7 mesi dall'inizio della raccolta firme non è stato fatto niente! A questo ultimo incontro l'assessore Serfogli ha detto tante cose, fatto tante promesse e illustrato i lavori fattibili. Sinceramente non abbiamo fiducia alcuna in chi ci espone tali promesse. Noi come sempre vogliamo i fatti, vogliamo che venga attuato un progetto straordinario di manutenzione sulla base di un nostro progetto consegnato nelle scorse settimane".

"Ogni volta questi personaggi usano la scusa che i soldi non ci sono - sottolineano i cittadini - ma come è possibile che non ci sono soldi quando nella nostra città vediamo spendere miliardi di euro per la costruzione del People Mover, il porto di Marina, il canale Navicelli e quando non si affrontano a dovere gli scandali come le fidejussioni tossiche dove sono coinvolti diversi imprenditori come Bulgarella che deve dare alle casse comunali più di 5 milioni di euro!? Siamo stanchi di sentirci dire che le grandi opere vengono realizzate con fondi europei come se fossero soldi piovuti dal cielo, come se anche quelli non ci appartenessero".

"A fine dell'incontro del 3 febbraio in sostanza niente di nuovo è stato detto e ci hanno rimandato a dopo Pasqua per aggiornarci. Ma aggiornarci su che cosa? - si chiedono dal Comitato - i lavori devono partire: noi abbiamo fatto la nostra parte e da troppo tempo stiamo subendo le negligenze e le incompetenze dell'amministrazione comunale, adesso tocca al Comune darsi da fare".

Poi l'ultimatum all'amministrazione comunale: "Se non verrà realizzato un progetto straordinario di manutenzioni e i lavori non partiranno entro pochissimo tempo, i cittadini di Gagno ricominceranno a protestare in maniera ancora più decisa. Lotteremo fino a quando chi amministra la città non si renderà conto che vengono prima i bisogni dei cittadini che i profitti di chi governa e dei loro amici imprenditori".

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