Cronaca

Caso Scieri, ci sono nuovi elementi: chiesta la riapertura delle indagini

E' la Commissione parlamentare d'inchiesta ad aver presentato alcuni elementi per ricostruire ciò che avvenne nelle notte del 13 agosto 1999. "Falle e distorsioni nel sistema disciplinare della caserma 'Gamerra'"

“Pur non potendo entrare nel merito dei fatti acquisiti, vincolati dal segreto istruttorio, occorre dire che sono emerse circostanze che hanno permesso di individuare elementi di responsabilità da sottoporre al vaglio della Procura della Repubblica”. Parte da questo presupposto la richiesta di riapertura delle indagini sul caso della morte del militare Emanuele Scieri nella caserma 'Gamerra' di Pisa, avanzata alla Procura pisana dalla Commissione parlamentare d'inchiesta.

La Commissione ha infatti individuato e scoperto alcuni elementi non rilevati in passato, consegnando alla Procura una pista d’indagine frutto di prove rilevate durante le audizioni e che per il momento rimangono secretate. “Questi nuovi elementi - sottolinea Sofia Amoddio (PD), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta - hanno rilievo penale e giustificano la richiesta di riapertura delle indagini. Ho già avuto interlocuzioni con il Procuratore della Repubblica di Pisa, dott. Crini e, insieme agli altri commissari, sono molto fiduciosa che, sulla base del grande lavoro svolto da questa Commissione, la Procura di Pisa riapra le indagini”.

“La notte del 13 agosto 1999, dopo una lenta agonia, si spegneva Emanuele Scieri, un giovane avvocato che stava svolgendo il servizio di leva presso i parà della caserma 'Gamerra' di Pisa - ripercorre la presidente Amoddio - all’epoca delle indagini, responsabilità e colpevoli rimasero ignoti, oggi, confidiamo che i nuovi elementi emersi, possano finalmente garantire giustizia. Lo dobbiamo alla famiglia di Scieri, al buon nome delle nostre forze armate e allo Stato”.
"Le testimonianze degli auditi hanno acclarato, senza alcun dubbio, che all'interno della 'Gamerra' avvenivano gravi atti di violenza non riconducibili a semplice goliardia - sottolineano dalla Commissione parlamentare d'inchiesta - che i controlli in caserma erano blandi, perfino dopo il contrappello, tanto che diversi paracadutisti si permettevano di uscire scavalcando il muro di cinta; che la zona dove è stato ritrovato il cadavere di Emanuele Scieri era isolata ma presidiata dagli anziani che la utilizzavano come spazio di rifugio e di svago: uno spazio totalmente esente da regole e controlli, noto e tollerato dai comandanti".

“Riteniamo - dichiara Amoddio - che l’indagine svolta dalla Commissione abbia dato nuova luce e nuovi elementi non solo sul clima generale che regnava nella caserma 'Gamerra' all’epoca dei fatti, ma anche, molto più in dettaglio, sulla natura delle pratiche, sul tipo di relazioni che venivano a stabilirsi fra anziani e reclute, sul ruolo dei caporali e sull’atteggiamento, sulla mentalità, sulle risposte date dai comandanti a livello di corpo e di brigata. Più in generale - conclude la presidente Amoddio - l’approccio della Commissione è andato oltre la categoria del nonnismo, con l’obiettivo di qualificare la disciplina all’interno della Folgore e della caserma 'Gamerra', nella convinzione che proprio nelle falle e nelle distorsioni di questo sistema disciplinare si rintracciano elementi di responsabilità”. 

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