Ricorso al Tar per il bando Erp, i sindacati inquilini: "Il Comune non rispetta la normativa"

Sicet, Sunia, Uniat e Unione Inquilini espongono i motivi del ricorso rispondendo all'assessore alle politiche abitative del Comune di Pisa Gianna Gambaccini

Contestano la ricostruzione fatta dall'assessore alle politiche abitative Gianna Gambaccini e spiegano i motivi del ricorso al bando Erp, le associazioni Sicet, Sunia, Uniat e Unione Inquilini. 

"La Corte Costituzionale - ripercorrono i sindacati inquilini in una nota - con numerose sentenze avverse alle regioni Friuli, Trentino, Valle D'Aosta, Liguria e il 09/03/2020 contro la Regione Lombardia, ha stabilito che è incostituzionale richiedere nei Bandi pubblici, pena l’esclusione, la residenza o l’attività lavorativa di 5 anni all’interno della Regione. La Legge Regionale Toscana n. 2/2019 prevede che anche i cittadini stranieri possano autocertificare la non proprietà di abitazioni all'estero, come permesso agli italiani e come confermato da sentenze di Tribunali italiani. Il Comune di Pisa, nonostante fosse stato avvisato dalle associazioni sindacali degli inquilini di inserire nel Bando le suddette clausole in modo conforme a quanto prevede la legge e di pubblicare il bando quando la pandemia da Covid-19 fosse debellata, ha voluto ugualmente pubblicare il Bando di Erp con entrambe le clausole suddette, ma in modo illegittimo e in pieno luglio con scadenza prorogata al 30/09/2020; e il Bando per contributi ordinari a sostegno dell'affitto, con scadenza al 24/08/2020, chiedendo agli stranieri la presentazione della certificazione di non proprietà all'estero, escludendo la possibilità di autocertificazione".

Per questo i sindacati, "come avevamo avvisato a luglio, abbiamo intanto provveduto a presentare il ricorso al Tar della Toscana per cercare di eliminare dalla L.R. 2/2019 una clausola incostituzionale (quella dell'obbligo di residenza o lavoro in Toscana da almeno 5 anni per potere presentare domanda di Erp), già fatta abrogare dalla Corte Costituzionale nelle regioni sopra ricordate".

Quindi Sicet, Sunia, Uniat e Unione Inquilini rispondono direttamente alla Gambaccini, annunciando intanto che "presto notificheremo un ricorso al Tribunale di Pisa contro la clausola che prevede la presentazione di certificazione giurata di non proprietà all'estero soltanto agli extracomunitari, in palese violazione della par condicio sancita dalle leggi sull'immigrazione. Peraltro se il bando avrà ritardi, come paventato dall'assessore, sarà solo conseguenza del mancato rispetto della normativa da parte del Comune di Pisa".

"Rispondendo inoltre alle osservazioni da lei fatte a proposito del danno che detto ricorso al Tar provocherebbe ai bisognosi di casa e alle loro legittime aspirazioni ad avere un alloggio popolare - insistono i sindacati - la dr.ssa Gambaccini avrebbe fatto meglio a non sollevare la questione del diritto alla casa per tutti. Ebbene si! Sosteniamo ancora a ragion veduta il diritto alla casa per tutti, evidenziando che, per garantire un maggior numero di abitazioni a canoni compatibili coi redditi familiari degli inquilini, non ci riferiamo soltanto all'esistenza di decine di interi immobili di proprietà pubblica e di grandi proprietari privati tenuti da decenni sfitti (come da ripetuti elenchi pubblicati anche sulla stampa in anni passati), ma soprattutto ai circa 200 alloggi popolari di proprietà del Comune che da decenni sono vuoti e non vengono assegnati, per cui sulla graduatoria Bando 2016, approvata il 28/11/2018, da allora sono state assegnate appena qualche decina di abitazioni di risulta, per di più con criteri volutamente a noi non indicati. A questo proposito vogliamo evidenziare la violazione del comma 2 dell'art. 35 della LR 2/2019 'I Comuni e i soggetti gestori dell'Erp garantiscono l'accesso a tutte le informazioni che attengono alla selezione e predisposizione delle graduatorie...nonché alla gestione dell'Erp', perpetrata dall'Apes e dall'Ufficio Casa del Comune ai danni della trasparenza degli atti, non informando le associazioni sindacali degli inquilini sul numero di alloggi assegnati e su quelli tenuti sfitti, come avveniva durante la precedente gestione sia dell'Apes che del Comune di Pisa".

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