Centrale a biomasse a Coltano: c'è il ricorso al Tar di Firenze

Depositato giovedì mattina il ricorso per chiedere l'annullamento delle autorizzazioni concesse per la realizzazione dell'impianto. La Pro Loco: "Determinati nel portare avanti la nostra battaglia. Ora aspettiamo di vedere che cosa succederà"

L'assemblea pubblica del 30 settembre scorso

La battaglia per impedire la realizzazione dell'impianto a biomasse a Coltano si sposta nella sede del Tar di Firenze. La Pro Loco di Coltano - insieme al circolo Arci, ad alcuni residenti, all'azienda 'Il Cavallo Srl' e alla cooperativa agricola 'Terre di Coltano' – ha infatti depositato giovedì mattina il ricorso per chiedere l'annullamento delle autorizzazioni concesse per la realizzazione della centrale.

Il ricorso è quindi contro: Comune, Provincia, Arpat provinciale e regionale, Asl 5, Parco, Ministero dei beni culturali, Soprintendenza di Pisa-Livorno e Ministero dell'Interno. Ovviamente ci sono anche la Byomass Srl (l'azienda che aveva chiesto e ottenuto le autorizzazioni per realizzare la centrale) e la Cooperativa Le Rene che ha concesso il terreno e l’immobile alla società.

"I dettagli dell'istanza - dice Antonio Dell'Omodarme, presidente della Pro Loco di Coltano - sono stati illustrati agli abitanti dai nostri avvocati, nel corso dell'ultima assemblea pubblica che si è svolta a Coltano. Ad ogni modo ieri era l'ultimo giorno utile per poter presentare ricorso. Ora rimaniamo in attesa, cercando di capire cosa succederà nelle prossime settimane, ma siamo determinati nel portare avanti la nostra battaglia".

Diversi i motivi del ricorso, illustrati in più di 50 pagine dagli avvocati Marialuisa Zanobini e Alessandra Frogheri. "L'azienda Byomass Srl - spiega Dell'Omodarme - nel momento in cui ha richiesto i permessi ai vari enti, non aveva i titoli per poter presentare l'istanza. Questo per diversi motivi: anzi tutto la società non aveva, e non ha tutt'ora, la propria sede legale all'interno del perimetro del Parco; in secondo luogo all'epoca non si trattava di una società agricola, un titolo che ha ricevuto solamente il 29 settembre 2014, più di 4 mesi dopo aver inoltrato la richiesta di autorizzazione".

Altro punto contestato è la mancata titolarità, da parte della Byomass, dell'area dove verrebbe realizzata la centrale. Il progetto dell'azienda prevede infatti di utilizzare i capannoni della coopertiva agricola 'Le Rene', che qualche anno fa andarono distrutti in un incendio, a poche centinaia di metri dalla Villa Medicea. "Questi terreni - continua il presidente della Pro Loco di Coltano - non sono però di proprietà dell'azienda. Infatti solo un parte di questi sono stati ceduti in comodato d'uso dalla cooperativa Le Rene alla Byomass, mentre un'altra parte è addirittura di un altro proprietario ancora. Questo, come si legge nel ricorso, rende 'la disponibilità dell'area instabile e precaria'. Inoltre le normative del Parco impongono che, in caso di ristrutturazione di un immobile che si trovi all'interno dell'area protetta, questo debba essere ristrutturato come era originariamente. Secondo la Byomass ci sarebbe un condono che permetterebbe loro di realizzare la centrale a biomasse. A noi risulta invece che l'azienda abbia invece solo fatto la richiesta di condono e che quindi non possa costruire l'impianto in quell'area".

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Secondo i ricorrenti la Byomass avrebbe infine dovuto presentare, già al momento della richiesta dell'autorizzazione, le convenzioni con i vari enti per la fornitura del materiale che andrebbe ad alimetare la centrale a biomasse (le prescrizioni dicono chiaramente che questo materiale dovrà provenire almeno per l'80% dalla Tenuta del Parco). Convenzioni che l'azienda non avrebbe nemmeno attualmente.

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