Moschea, Conti apre al confronto: "Valuteremo soluzione condivisa"

Il sindaco non esclude l'ipotesi di sedersi attorno ad un tavolo con la comunità islamica per individuare un nuovo luogo in cui realizzare l'edificio di culto. Sullo stadio conferma: "Nessun rallentamento dalla sentenza del Tar"

Un momento della conferenza stampa di stamani

"La variante adottata va avanti e diventerà efficace in tutte le sue parti, tranne che per la parte relativa alla moschea". E' la posizione ribadita questa mattina, 4 giugno, dal sindaco di Pisa, Michele Conti, nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Gambacorti per chiarire il punto di vista dell'amministrazione comunale sulla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dalla Comunità islamica pisana. Insieme al primo cittadino, anche gli assessori all'Urbanistica e ai Lavori pubblici, Massimo Dringoli e Raffaele Latrofa, e il dirigente dell'ufficio urbanistica, Daisy Ricci.

Secondo i tecnici comunali e il legale di parte la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale riguarderebbe infatti solo la parte relativa alla moschea. "Il percorso di riqualificazione dell'Arena Garibaldi - afferma in sindaco - va quindi avanti senza intoppi. La giurisprudenza amministrativa ha più volte affermato che nei casi di aggiornamento dei piani urbanistici la caducazione integrale del provvedimento avviene soltanto ove si faccia valere vizi di carattere procedimentale estesi a tutta l'attività amministrativa coinvolta nel procedimento di formazione del piano. E questo non è il nostro caso".

La società nerazzurra: "Fiduciosi sui tempi e sulla prosecuzione del progetto"

In sostanza: nelle prossime settimane, con la pubblicazione sul Bur regionale, la variante urbanistica adottata dal Consiglio Comunale diventerà efficace con l'esclusione della parte relativa alla moschea. Di conseguenza "se dovesse arrivare una richiesta di permesso a costruire da parte del Pisa Calcio - afferma l'assessore Latrofa - questa potrà essere tranquillamente accettata. Chi in questi giorni ha gioito per la sentenza del tribunale non è contro l'amministrazione Conti, ma contro la città".

Questione moschea

Per quanto riguarda l'area di via del Brennero con la pronuncia del Tar torna in vigore la precedente normativa che prevedeva come destinazione urbanistica quella di luogo di culto. "Tuttavia - prosegue  Conti - al momento non può essere rilasciato il permesso a costruire perché il progetto presentato dalla comunità islamica non è a norma. Resta inoltre il vincolo archeologico della Soprintendenza". Insomma il permesso a costruire potrà essere rilasciato solo a seguito della presentazione, da parte della comunità islamica, di un nuovo progetto conforme alla vigente disciplina e l'avvio di una nuova istruttoria da parte della Soprintendenza che si concluda con un parere positivo. I tempi, dunque, potrebbero non essere brevi.

Secondo l'amministrazione comunale l'area di via del Brennero continua a rimanere non idonea alla realizzazione di un luogo di culto "come è emerso - dice Dringoli - anche a seguito dello studio sulla mobilità che abbiamo commissionato. Per questo avevamo previsto in questa zona la realizzazione di un parcheggio, che non doveva servire solo allo stadio ma all'intero quartiere. E per fare prima avevamo accorpato le due questioni". Tuttavia il Comune non può non ammettere che "ad oggi la sentenza del tribunale stabilisce il diritto della comunità islamica a costruire in quel luogo. E quindi - afferma Conti - nella peggiore delle ipotesi è lì che la moschea verrà realizzata".

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Le alternative a questo scenario sono sostanzialmente due e il sindaco sembra lasciare aperte entrambe le porte. Da un lato il ricorso al Consiglio di Stato ("E' prassi per le amministrazioni pubbliche ricorrere fino all'ultimo grado di giudizio", dice Conti), dall'altro una mediazione per arrivare ad individuare una soluzione condivisa. "Nei prossimi giorni - afferma il sindaco - vedremo di aprire un dialogo con la comunità islamica per capire se c'è la possibilità di arrivare ad una soluzione che metta d'accordo tutti". L'idea, in questo caso, sarebbe quella di proporre un altro luogo per realizzare la moschea. "E' presto per parlare di questa ipotesi - conclude Conti - ma al momento il nuovo posto non potrebbe che essere un'area di proprietà pubblica all'interno del Comune di Pisa".

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