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Cronaca

"Lavoratori preoccupati per le prospettive future": allarme dei sindacati sull'aeroporto Galilei

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta valutano una riduzione dei voli invernali per lo scalo pisano, facendo poi una disamina sulle criticità e sul trend degli ultimi anni sotto il profilo occupazionale

"La stagione invernale che ormai va verso il periodo Natalizio, per l'aeroporto Galilei di Pisa è nel segno della diminuzione dei voli e delle prospettive lavorative. In forte controtendenza con l'andamento del settore aereo e di molti aeroporti italiani tra cui Firenze, su Pisa si prevede un livello di traffico inferiore alle stagione invernale del 2022". Sono preoccupati i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta, che con una nota congiunta hanno voluto ripercorrere le tappe di quello che viene definito un "ridimensionamento che non può non preoccupare e inquietare i lavoratori".

"I recenti confronti con la società di Toscana Aeroporti Handling - valutano i sindacati - sono stati caratterizzati dalla pessimistica prudenza produttiva e, di fatto, hanno lasciato a casa diversi part time verticali e gli stagionali che hanno operato nel periodo estivo. Negli anni passati una parte più consistente di questi lavoratori era comunque stata richiamata a lavorare. Non solo, l'aeroporto di Pisa è sempre più low cost e ormai praticamente senza compagnie aeree di linea (Iata) che garantiscono i transiti con i maggiori hub europei e, di conseguenza, con i maggiori aeroporti degli altri continenti. Infatti, le compagnie di linea effettuano i transiti che permettono di combinare voli collegati con la garanzia dei successivi imbarchi di bagagli senza dover rifare i check-in, e con la previsione di protezioni e assistenze in caso di imprevisti. Chiaro che per viaggi con più scali (cioè quasi tutti gli intercontinentali) avere questa tipologia di compagnie favorisce l'arrivo e la partenze nello scalo, l'alimentazione dei flussi dei viaggiatori, ed anche un certo tipo di viaggiatori (bussiness e lunga distanza)".

Fanno la conta Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta: "Negli ultimi anni hanno abbandonato lo scalo pisano la Delta Airlines (volo diretto per New York con transiti per tutto il nord America), Air France (volo per Parigi Charles De Gaulle e transiti per Nord America, Africa ecc..), Alitalia (transiti per Argentina, Brasile, Asia e Africa), Iberia (transiti per il sud America), Turkish e Quatar ( transiti per medio oriente e Asia). Con questo traffico si perde anche la professionalità richiesta ed acquisita negli anni da parte dei lavoratori pisani su queste specifiche attività". "Tutto questo - attaccano - era iniziato già prima della pandemia ed i primi effetti si erano visti già nel 2019, primo anno di stop che ha interrotto una quasi ventennale continua crescita dei viaggiatori a Pisa. Anche l’operativo invernale di AIrDolomiti che garantisce transiti su un hub importante come Francoforte e collegamenti con Nord Europa, Giappone e Asia è fortemente ridimensionato nel numero di frequenze e con una programmazione sulle vendite di biglietti che viene aggiornata di mese in mese".

I lavoratori quindi "non possono che prendere atto anche dei ritardi del masterplan riguardante lo scalo, i cui lavori di potenziamento, promessi da quasi 10 anni, non si sono ancora realizzati e, speriamo, vengano rapidamente intrapresi per sostenere l'attività del Galilei; unendo a questo punto anche ad una politica commerciale che attragga anche compagnie di linea utili per i collegamenti intercontinentali".

Poi c'è il rapporto con Toscana Aeroporti e le condizioni di lavoro: "A fine agosto, dopo diversi disservizi dovuti come sempre ai molti limiti strutturali del Terminal Viaggiatori e del piazzale del Galilei, abbiamo richiesto un incontro alla Società Toscana Aeroporti, ma purtroppo ad oggi l'incontro non è stato ancora convocato. Durante l’attuale stagione invernale questi problemi sono evidenti anche in termini di impianto di termo-idraulico suppellettili e arredamento. Stessa tipologia di problemi anche nelle aziende di handling che operano a Pisa e non investono per un’operatività efficiente. Si rileva la costante penuria di mezzi come cobus per portare i passeggeri dai gate agli aerei, mancanza e obsolescenza di mezzi per effettuare le operazioni di carico e scarico degli aeromobili e anche criticità negli strumenti di lavoro come radiotrasmittenti per le comunicazioni sulle piste".

Torna la questione dell'equilibro degli scali toscani. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta scrivono: "Riteniamo che il sistema aeroportuale toscano debba sostenere lo sviluppo armonico di entrambi gli scali, oggi questo sviluppo riguarda, di fatto, solo Firenze mentre Pisa soffre un inaspettato arretramento. In molti vollero rassicurare che non individuare Pisa quale aeroporto strategico nazionale fosse solo un aspetto burocratico, ma non vorremmo che fosse, invece, un momento emblematico delle difficoltà dello scalo pisano. I lavoratori non ci stanno, vogliono difendere i sacrifici fatti e le energie spese per realizzare la crescente produzione aeroportuale pisana, e da anni lottano con passione per l'occupazione il salario e lo sviluppo dello scalo. Continueranno a farlo, a partire dal denunciare i problemi ed i rischi che riguardano un attività così importante per il territorio, ma occorrono anche azioni da parte di tutti i soggetti interessati a far tornare a crescere l'aeroporto di Pisa".

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