Cronaca

Rifondazione al Consiglio Comunale di Pisa "Rilanciate il registro delle unioni civili"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Rifondazione Comunista chiederà al consiglio comunale di Pisa una discussione approfondita sul registro delle unioni civili. Obiettivo: rilanciare questo strumento, introdotto il 7 luglio 1997, collegandolo ai diritti materiali accessibili a livello comunale e garantendogli maggiore visibilità.

"A distanza di 15 anni esatti dall'introduzione del registro delle unioni civili - afferma Federico Oliveri, coordinatore cittadino di Rifondazione - è tempo di bilanci e di nuovi impegni: il valore simbolico di uguaglianza veicolato dal registro resta intatto, ma il numero relativamente basso di iscritti ci dice che è necessaria una forte azione di rilancio se non vogliamo che l'iscrizione al registro divenga solo un pezzo di carta". La registrazione è aperta a tutti coloro che, non legati da vincoli di matrimonio, parentela, affinità o adozione, sono legati da motivi affettivi, solidaristici o di assistenza, stanno in coppia da almeno un anno e hanno dimora abituale nel territorio comunale. Al momento il registro conta una cinquantina di coppie, in maggioranza eterosessuali.

"Quando, sotto la giunta Floriani e sotto la spinta di una campagna promossa da Arcigay e Arcilesbica, il consiglio comunale votò per la sua introduzione - ricorda Oliveri - il registro era il primo del genere in Italia. Si pensava fosse l'inizio di una stagione di diritti che avrebbe portato gradualmente alle unioni civili omosessuali in Italia. Purtroppo, la storia è stata diversa. Sotto il profilo legislativo in senso stretto questi ultimi sono stati 15 anni quasi interamente perduti: molti Comuni hanno seguito l'esempio di Pisa introducendo registri delle unioni civili, ma a livello nazionale non abbiamo neanche una legge contro l'omofobia. E il dibattito sul matrimonio gay si scontra con tabù e veti bi-partisan".

"Nel frattempo due importanti sentenze della Corte costituzionale e della Corte di cassazione hanno sancito il diritto delle coppie omosessuali al riconoscimento, anche giuridico, della loro vita familiare e affettiva. "L'idea di rilanciare il registro a Pisa - spiega ancora il coordinatore cittadino di Rifondazione - parte da questi importanti avanzamenti della giurisprudenza. Per questo chiederemo al Comune di lanciare una campagna d'informazione straordinaria sul registro e di verificare che i regolamenti e le politiche comunali, specie in materia fiscale, sociale e abitativa, rispecchino l'uguaglianza tra le coppie sposate e quelle "di fatto": per contrastare gli effetti della crisi, dobbiamo fare in modo che diritti civili e diritti sociali procedano insieme. Chiederemo inoltre di istituire una cerimonia pubblica di firma, di affidare la gestione del registro allo stato civile, e di costituire una consulta delle famiglie, al plurale, in cui confrontarci con le associazioni sulle politiche comunali".

"Si tratta di un percorso da condividere nella maniera più ampia possibile, sottolineano da Rifondazione: La nostra iniziativa mira ad aprire spazi di confronto e discussione pubblica con tutta la città, a sostegno del lavoro svolto dalle associazioni e dai movimenti che si battono da sempre per l'uguaglianza dei diritti, il riconoscimento delle differenze, la laicità dello stato. Proposte concrete, insomma, con cui Rifondazione Comunista Pisa risponde positivamente al documento politico del Toscana Pride 2012".

Federico Oliveri,
segretario cittadino Rifondazione Comunista Pisa

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