Cronaca

Rifondazione Comunista sulla violenza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Da che parte state? Dalla parte della democrazia o dalla parte della violenza?
Il Partito democratico si è rivolto alla città di Pisa dopo la manifestazione studentesca del 15 febbraio, che ha visto azioni di protesta contro banche, sedi di partiti e comitati elettorali, e chiede a tutti di prendere posizione. Nel frattempo arrivano le denunce.
Democrazia o violenza?
Nel 1971, Michel Foucault, rispondendo a Fons Elders che gli chiedeva se la nostra società si potesse definire democratica, rispondeva: "Se con democrazia intendiamo l'effettivo esercizio del potere da parte di una popolazione che non è separata in classi, è perfettamente chiaro che ne siamo molto lontani. E' evidente che viviamo in un regime di dittatura di classe, che s'impone attraverso la violenza, anche quando gli strumenti di tale violenza sono istituzionali.".
Raccogliamo lo spunto di Foucault per sfumare la distinzione manichea fra democrazia e violenza, data per scontata in modo così superficiale e ci chiediamo: cosa è stato esercitato in questi anni su pensionati, lavoratori, studenti, precari, donne se non violenza? Cosa subiremo con la politica di austerità sottoscritta dal PD e col ridimensionamento del concetto di Stato Sociale che ne deriverà se non violenza? Cosa ci viene in mente guardando ai poveri, agli sfrattati, alle file alle mense della caritas o allungando lo sguardo alla situazione della Grecia? Violenza o Democrazia?
E quale livello di violenza ci indigna? Questo o le palline di vernice lanciate da studenti sulle banche o sulle sedi dei partiti?
E come si affrontano gli studenti? Minacciando galere o risarcimento dei danni? Associando proteste politiche serie su temi seri con il teppismo? Evocando terrorismi?
Scelte miopi che si rifiutano di comprendere processi reali e rischiano di marginalizzare irreparabilmente giovani generosamente impegnati in politica.
Agli studenti però vorremmo chiedere un supplemento di approfondimento, uno sforzo ulteriore di contestualizzazione. Anche se a volte l'universo istituzionale può apparire un'entità piatta, unica, senza possibilità di interfaccia e senza distinzioni, queste vanno fatte. Nella nostra città ci sono forze politiche e persone che hanno tentato di mettersi di traverso a certe dinamiche di potere: eliminare ogni differenza proponendo equivalenze oggettivamente irreali (Sel=PDL??) non aiuta nessuno, se non chi vuole dipingere la realtà politica come un'entità informe senza alcuna differenza di persone e idee. Sappiamo bene, e speriamo anche voi, che non è così.

Luca Barbuti
Segretario PRC Pisa

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