Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Rifondazione e Una città in comune, Misericordia di Pisa: "No a licenziamenti, sì a chiarezza su bilanci e responsabilità del debito"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nel giorno dell'incontro in Prefettura tra Misericordia e parti sociali, la coalizione di sinistra che sostiene Ciccio Auletta alle elezioni comunali di Pisa prende posizione sulla crisi della confraternita: "Nessun lavoratore deve essere licenziato. Occorre fare massima chiarezza sui bilanci e sulle responsabilità del debito della Misericordia. La Società della Salute doveva svolgere un ruolo molto più attivo nella vertenza, a tutela dei lavoratori e del servizio"

"Il prossimo 30 giugno - ricorda Federico Oliveri, coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista e candidato consigliere - scadranno i contratti di solidarietà a 24 ore dei lavoratori e delle lavoratrici della Misericordia di Pisa". E chiarisce: "Dobbiamo in tutti i modi scongiurare che il giorno dopo i dipendenti ricevano le lettere di licenziamento. Non è pensabile che siano loro a pagare per il debito di 11 milioni accumulato dalla confraternita, un debito di cui non sono evidentemente responsabili".

"Da questo punto di vista - prosegue Oliveri - l'esito dell'incontro che si è svolto alla Prefettura tra Misericordia e sindacati, teso a trovare una soluzione e prevenire nell'immediato lo sciopero dei dipendenti, non ci lascia affatto tranquilli: da quello che è emerso, la prospettiva dei licenziamenti resta in campo. Questa opzione, invece, andava esclusa dal prossimo tavolo tra le parti, per focalizzare l'attenzione su come rilanciare il servizio, eventualmente anche rimodulando i contratti di solidarietà da 24 ore a 18, col consenso dei dipendenti".

"Siamo solidali con le lavoratrici e i lavoratori della Misericordia" - afferma Ciccio Auletta, candidato sindaco della coalizione di sinistra. "Da mesi più di 60 persone, con le loro famiglie, vivono una situazione estremamente pesante dal punto di vista economico e psicologico, senza sapere il futuro che li aspetta". E spiega: "Quella della Misericordia costituisce, per tanti aspetti, un caso emblematico di quello che sta succedendo in città, e su cui l'amministrazione comunale tende a far calare il silenzio: si fanno pagare ai lavoratori e alla collettività le conseguenze di gestioni fallimentari, di cui i diretti responsabili non vengono chiamati a render conto. In un ambito differente, questo copione si è ripetuto per il Consorzio Pisa Ricerche, con la liquidazione della società e il licenziamento di tutti i dipendenti". "Il senso della nostra proposta politica per il governo della città - sottolinea Auletta - è soprattutto questo: mettere al centro i lavoratori e il lavoro, dando voce alle vertenze del territorio. Per questo Rifondazione ha candidato nella sua lista una lavoratrice della Misericordia, e la lista Una città in comune una ex lavoratrice del Consorzio".

Sul merito della vicenda Misericordia, Auletta è netto: "Siamo contrari ai licenziamenti. I lavoratori e i cittadini hanno diritto di sapere di chi sono le responsabilità del debito della Misericordia. A mesi di distanza, ancora non c'è nessuna chiarezza su questo punto".

"Dalla Società della Salute ci aspettavamo un ruolo molto più attivo e partecipe in questa vertenza - commenta Paola Bigongiari, candidata co-sindaca di Rifondazione Comunista e infermiera della USL 5. "Pur essendo una delle principali beneficiarie dei servizi di trasporto sociale della Misericordia - continua - dalla Società della Salute non è venuto nessun concreto interessamento alla sorte dei lavoratori, né al mantenimento della qualità del servizio. La convenzione in essere con la Misericordia prevedeva alcune clausole sociali per il ricollocamento dei lavoratori, ma queste clausole non sono state finora applicate".

E conclude: "In un contesto di attacco alla sanità pubblica e alle politiche sociali in genere, portato avanti congiuntamente nei mesi passati da PD e PDL attraverso provvedimenti come la spending review, le istituzioni locali non possono essere passive in materia di occupazione o farsi dettare da altri soggetti gli standard dei propri servizi".

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