Le attività di restauro inserite fra le attività consentite: soddisfazione di Cna Pisa

La segnalazione per operare secondo le norme di sicurezza, e quindi ripartire, era partita da Cna Pisa

Foto di archivio

Ora è ufficiale: le attività di restauro possono operare regolarmente. Lo stop è stato risolto grazie anche ad una richiesta partita dalla Cna di Pisa e indirizzata alla Prefettura, che a sua volta l’ha inoltrata al Governo. "E’ stata la bontà delle argomentazioni e anche la correttezza delle procedure ed il rispetto dei ruoli di tutti gli attori, che ha permesso l’ottenimento di questo risultato - ha commentato il presidente Cna Pisa Francesco Oppedisano - per questo un nostro ringraziamento particolare lo rivolgiamo al dottor Giuseppe Castaldo, il Prefetto e a tutto il personale della Prefettura, per come è stata gestita tutta la situazione e per il contributo che hanno saputo dare".

Prima è stato inserito nelle FAQ del sito Governo.it la possibilità di ripartire il 4 maggio anche per i Restauratori di beni culturali. Mancava però l’ufficialità, che è arrivata con l’emissione di un Decreto Ministeriale del dicastero dello Sviluppo Economico, correttivo degli elenchi dei codici Ateco, inserendo il codice 90.03.02, "e di questo risultato va ringraziato il nostro nazionale Cna - fa notare Elena Dal Canto responsabile Restauro Cna Pisa - che ha sempre lavorato in stretta sintonia con il nostro territorio che ha segnalato per primo il problema, portando a termine una procedura non semplice: nostra segnalazione, con il parere concorde della Camera di Commercio di Pisa, alla Prefettura di Pisa che gira subito il quesito al Governo; nel frattempo il nostro nazionale Cna segnala al Mise il problema; la risposta del Governo attraverso le FAQ arriva domenica 3 maggio seguita da una successiva comunicazione di reintegro alle Prefetture e Ministeri di riferimento (Mibact in questo caso); ed infine il Decreto Mise che aggiunge le attività non previste al momento della pubblicazione in Gazzetta del DPCM, rappresenta un lieto fine non scontato".

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"Ha prevalso la logica - ha notato con soddisfazione Barbara Pisani, restauratrice aderente a Cna e presidente del Consorzio Pisarum - si tratta per la massima parte di attività che si svolgono in cantiere o in laboratorio senza alcun contatto con il pubblico, generalmente con un numero ridotto di addetti per ciascuna unità produttiva e con amplissime possibilità di distanziamento sociale. Sono dunque attività con ridotto rischio di trasmissione del virus Covid-19, analogo se non inferiore a quello dei cantieri edili. La nostra è una realtà lavorativa fatta da ditte individuali per la maggior parte, che hanno necessità di recarsi nei loro laboratori o sui cantieri, per portare avanti una attività che non è certo al pubblico cui erano state assimilate inizialmente. Ora la questione è risolta e ringraziamo la Prefettura di Pisa e la Cna per l’ottimo risultato".

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