Ripartenza scuola: gli insegnanti di Cascina chiedono lezioni in presenza e investimenti

I docenti dell'Iis Pesenti e dell'IC Borsellino di Navacchio segnalano l'importanza di una riorganizzazione funzionale del comparto, fra stabilizzazioni e riduzione di alunni per aula

Per tornare a scuola in sicurezza, per il contatto con gli studenti, così importante per la loro educazione. Per risolvere gli annosi problemi della scuola pubblica, che ha carenza di personale e spazi idonei. Sono ormai settimane che il comparto si sta mobilitando e così hanno fatto anche gli insegnanti cascinesi, fra cui il collegio docendi dell'IC Borsellino di Navacchio e gli insegnanti dell'Iis Pesenti. 

Il collegio docenti dell'IC Borsellino ha approvato una mozione rivolta alle istituzioni, ieri 8 luglio, con cui ripercorre l'impegno dei docenti e le richieste: "Subito dopo l’annuncio della sospensione della didattica del 4 marzo scorso, molte e molti docenti hanno attivato spontaneamente modalità di contatto con i propri studenti e in tutti i plessi ci si è impegnati in modo da non perdere il tempo della sospensione, evitando così che la comunità scolastica si disgregasse in una fase drammatica come quella che stavamo vivendo. Nonostante i nostri sforzi e i risultati relativamente soddisfacenti che pure abbiamo raggiunto, abbiamo sperimentato in questi mesi i forti limiti di questa 'distanza' nella relazione educativa, che l’hanno resa meno inclusiva e meno efficace. Siamo quindi in grado di affermare oggi che una 'didattica a distanza' non può esistere al di fuori dell’emergenza che abbiamo vissuto e che non può sostituire la didattica in presenza. Esprimiamo quindi preoccupazione per l’intervento normativo messo in atto e programmato sulla 'didattica a distanza', su cui si continuano a stanziare finanziamenti e che sembra una delle principali modalità con cui il ministero dell’istruzione pensa di poter gestire anche l’avvio del prossimo anno scolastico".

Per i docenti è "il momento di affrontare le emergenze che esistevano nell’istruzione ben prima del Covid-19 e che quest’epidemia non ha fatto altro che mettere sotto i riflettori: le classi sovraffollate, la mancanza di spazi per l’istruzione, la sicurezza delle nostre scuole, la precarietà di una larga fetta del personale scolastico. Crediamo che solo affrontando questi problemi si possa andare nella direzione di garantire in condizioni di sicurezza il diritto all’istruzione, quella vera, fatta in presenza, ai nostri studenti e studentesse".

Si chiede quindi una inversione di rotta sui tagli all’istruzione pubblica, con invece investimenti "straordinari ed ingenti" nel comparto "per poter tornare a fare didattica in presenza da settembre, in sicurezza. Il numero di alunni per ciascuna classe deve essere ridotto, consentendo sia un maggiore distanziamento fisico all’interno delle aule, che una didattica più efficace e partecipativa". Servono quindi "docenti, assistenti tecnici e amministrativi, collaboratori, serve un piano straordinario di assunzioni che garantisca da subito un contratto a tempo indeterminato alle tante e ai tanti da troppo tempo utilizzati con contratti precari".

I docenti dell'I.I.S. Pesenti di Cascina hanno firmato un appello che ribadisce queste stesse necessità. Quindi: didattica in presenza e in sicurezza da settembre, aumento di aule e riduzione del numero di alunni per classe, aumento dell'organico e stabilizzazioni.  

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Gli insegnati spiegano "perché la didattica dell'emergenza non può sostituirsi alla scuola: è agli studenti che guardiamo, alla formazione a tutto tondo della personalità, il rapporto tra pari, la loro crescita in una socialità a 360 gradi. La scuola è prima di tutto un luogo di relazione, di confronto quotidiano con i coetanei, dove si scopre la propria dimensione sociale e si impara il rispetto dell'altro, fondamentale soprattutto per alunni con difficoltà, dove il conflitto può diventare conoscenza e consapevolezza; è anche confronto con gli adulti, un confronto che può educare alla riflessione critica e all'espressione del pensiero libero, un luogo dove si diventi cittadini consapevoli. Per una vera scuola è indispensabile guardarsi negli occhi, ascoltare la voce degli altri, leggere la gestualità, sviluppare affettività e sentimenti. Il processo educativo non è semplice trasmissione di nozioni e deve avvenire nella condivisione irrinunciabile di uno spazio fisico". 

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