Scuola: all'Ipsar Matteotti entrate scaglionate, percorsi differenziati e plexiglass

Da lunedì ripartono le attività scolastiche ma resta ancora da completare l'organico docente. Il preside Caruso: "Noi siamo pronti, ora serve la responsabilità di genitori e studenti"

"Noi siamo pronti, stiamo attuando le indicazioni del Ministero. Ora serve la responsabilità e la collaborazione di tutti: genitori, studenti e corpo docente". A parlare è Salvatore Caruso, dirigente scolastico dell'Ipsar Matteotti di Pisa. Da circa una settimana le attività scolastiche sono riprese con i corsi di recupero. Dal 14 settembre la ripartenza sarà però completa e all'interno dell'istituto si sta completando la messa a punto di tutte le misure previste in materia di sicurezza anti-Covid.

"Le aule saranno pronte entro lunedì - afferma Caruso - nel rispetto della normativa. Ma in alcuni casi siamo al limite, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento. E' quindi fondamentale che i ragazzi rispettino le regole e indossino le mascherine o sarò costretto ad allontanarli dalla scuola e chiamare i genitori per farli venire a prendere. E' una questione che riguarda la salute di tutti". La ripartenza avverrà come 'da tradizione' con l'organico docente ancora da completare. "Siamo in attesa delle nomine - prosegue Caruso - salvo miracoli lunedì le lezioni prenderanno il via solo con il personale di ruolo, che corrisponde a circa il 60% dell'organico complessivo".

Ad illustrare le misure adottate è il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell'istituto, Antonio Pastorelli. Gli studenti, circa 1100 in totale, entreranno a scuola in due turni. Il primo ingresso è previsto alle 8, il secondo alle 9. Così come l'entrata anche l'uscita sarà scaglionata e i turni per le ricreazioni saranno 2 per limitare le possibilità di assembramento. "I ragazzi - spiega Pastorelli - verranno accolti nel cortile esterno e accederanno alla scuola da tre porte, seguendo poi altrettante linee colorate che li indirizzeranno direttamente nelle loro classi. I primi giorni, per farli abituare alla novità, saranno guidati in questa procedura dagli insegnanti. Gli studenti dovranno arrivare con la mascherina ed indossarla fino a che non sederanno al proprio banco. Poi potranno toglierla ma ogni volta che si alzeranno dovranno di nuovo indossarla".

Il distanziamento tra un alunno e l'altro "è di un metro da bocca a bocca - prosegue Pastorelli - mentre dalla cattedra al primo banco devono esserci almeno due metri. Dove non siamo riusciti a garantire queste distanze abbiamo installato dei plexiglass divisori". Le aule che sono state allargate sono 3 su un totale di 37. "I lavori effettuati - dice ancora Pastorelli - ci hanno consentito di rispettare le linee guida del Ministero in tutti gli ambienti, anche se in alcune aule la situazione è al limite. Le cose miglioreranno quando arriveranno dal Governo i nuovi banchi, più piccoli, che dovrebbero essere consegnati entro il 30 settembre". Una situazione più particolare è quella che riguarda gli studenti che, per la loro disabilità, non potranno utilizzare la mascherina. "In questo caso - prosegue Pastorelli - abbiamo previsto che gli insegnanti di sostegno indossino anche una visiera e un camice, oltrechè la mascherina".

Qualche ripercussione potrebbe esserci sulle attività laboratoriali ed in particolare quello di cucina. "Ogni classe - continua Pastorelli - verrà sanificata a fine giornata. Abbiamo chiesto un sacrificio anche agli insegnanti che dovranno pulire la propria postazione prima di lasciarla al docente successivo. Più complicata è però la gestione dei laboratori: la normativa prevede che questi siano sanificati tra una classe e l'altra, dovremo quindi rimodulare gli orari tenendo conto di questa situazione. In quest'ottica abbiamo chiesto anche 7 insegnanti e 9 amministrativi in più rispetto a quelle che sarebbero le normali esigenze senza il Coronavirus. Siamo in attesa di capire le scelte del Ministero".

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Ma le misure di sicurezza non sono finite. "Tutto il personale - dice ancora Pastorelli - dovrà firmare ogni giorno una dichiarazione in cui certifica l'assenza di sintomi riconducibili al Covid. Mentre per quanto riguarda i ragazzi l'autocertificazione sarà una sola, ma dovranno impegnarsi a comunicarci qualsiasi eventuale variazione successiva rispetto alla loro salute. Nel caso di minori saranno ovviamente i genitori a firmare per loro. Stiamo infine rivedendo anche i piani di evacuazione, per evitare il più possibile assembramenti". Ma cosa succede in caso di contagio a scuola? "Tutta la classe e le persone che hanno avuto contatti con lo studente saranno messi in quarantena, insegnanti compresi".

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