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Ripartenza scuola, odissea precari fra ritardi, errori, disagi: "Siamo invisibili"

Un terzo dei docenti deve seguire le nuove procedure delle Graduatorie Provinciali Supplenti, ma mancano ancora informazioni cruciali, con anche il rischio di numerosi futuri ricorsi

Si stanno moltiplicando in Italia le iniziative di protesta dei precari della scuola, con la ripartenza alle porte. Il Governo ha più volte rassicurato sulla riapertura dei plessi per il 14 settembre, ma si dovrà capire, una volta di più, a che prezzo, umano e non solo. Il Covid ha aggravato la situazione di un problema storico di organico, ed ora con le nuove procedure di assegnazione delle cattedre diversi nodi potrebbero venire al pettine. Le Graduatorie Provinciali Supplenti annuali, che vanno a sostituire da quest'anno le graduatorie d'istituto per fasce del trienno 2017/2020 (rifatte comunque per incarichi temporanei, non annuali), non solo ereditano un sistema ingarbugliato, ma hanno posto nuovi disagi, in virtù dei tempi serrati con le quali sono state imposte, per un terzo dei docenti totali delle scuole medie e superiori. 

Il Coordinamento dei docenti precari di Pisa, parte di una rete nazionale che appunto si sta ormai muovendo in numerose città, ha inoltrato lo scorso 7 settembre all'Ufficio Scolastico dell'Ambito della Provincia un documento con varie richieste, con la denuncia di disagi che impattano direttamente sulla vita delle migliaia di precari che vivono e lavorano sul territorio. "Non viene minimamente valutata l'esperienza, il lato umano, che nell'insegnamento è importantissimo - afferma Alessandra Cavazza del Coordinamento - ci troviamo a dover seguire procedure nuove, senza informazioni fondamentali, con un sistema computerizzato che decide per noi, senza poter correggere possibili errori, se non quando è troppo tardi".

Cosa sta succedendo? Partiamo dalle tre richieste inoltrate all'Ufficio Scolastico: la revisione totale delle GPS (le graduatorie ndr) in vista delle convocazioni; la pubblicazione delle disponibilità complete per tipologia di cattedra e suddivisione oraria in base ai diversi plessi scolastici; una convocazione per l'assegnazione delle cattedre, in presenza nel rispetto delle norme anti-Covid. 

Riguardo le graduatorie sono presenti diverse segnalazioni di errori sui punteggi. Se nel precedente sistema c'era un arco temporale di circa 2 mesi per la loro valutazione iniziale, fra graduatorie provvisorie e definitive, per accorciare i tempi - la procedura è stata attivata a fine luglio dal Ministero guidato da Lucia Azzolina - le graduatorie sono state dichiarate definitive fin da subito, di fatto validando le discrepanze o gli errori fatti nella compilazione del form online. "Oltre ad essere cambiati i parametri dei punteggi, con crediamo delle storture evidenti, finisce che si rimanda il controllo alle singole scuole dove si dovrebbe prendere servizio. Ma a quel punto - spiega Cavazza - scoperto l'errore al momento di prendere servizio, significa che è stato dato l'incarico a chi non ne aveva diritto. E potranno partire molti ricorsi".

Consapevoli del proprio punteggio (magari corretto), i precari stanno procedendo ad inoltrare domanda per le scuole prescelte. Non più 20 scuole nell'ambito di riferimento come in passato, ma potenzialmente tutti i plessi provinciali, in base alle disponibilità. Disponibilità che però ancora non si conoscono. Il problema è infatti che ad oggi non sono state rese note le cattedre vacanti ed in quali scuole. "Ti potresti fare un calcolo in base ai posti liberi, organizzare le tue preferenze, quindi sceglierti dove per un anno lavorerai. Ma così come puoi farlo?" lamenta la rappresentate dei precari, che insiste: "Per arrivare al monte ore necessario ad avere uno stipendio minimo ti puoi trovare a dare l'opzione per scuole anche distanti fra loro, con poi i conseguenti problemi di vita familiare". Ed il termine ultimo per inoltrare le domande e le proprie preferenze è oggi, 10 settembre, alle ore 12.

Un tassello che tradizionalmente aiutava a fare le scelte migliori per i docenti era la convocazione in presenza per la scelta delle cattedre. Venivano infatti prospettati all'insegnate precario i posti rimasti vacanti, ci si organizzava con i presenti e si sceglieva. Nell'Ambito pisano - perché ogni Provveditorato può scegliere la propria procedura - l'assegnazione invece viene fatta da un sistema informatizzato, a cui il richiedente fornisce le proprie preferenze e dà a lui la delega a scegliere, senza possibilità di fare correttivi sul momento. Correttivi che possono essere sostanziali, proprio sulla scuola prescelta. 

Il risultato attuale è quindi una generale incertezza per un terzo dell'organico scolastico, con evidente impatto sulla vita di migliaia di famiglie, senza contare il ruolo sociale e pubblico che il sistema educativo ricopre. "Siamo da anni invisibili - è l'amara considerazione di Cavazza - siamo noi il vero problema da risolvere della scuola, non i banchi con le rotelle. Dovremmo essere stabilizzati, con procedure dedicate, per rispettare poi la realtà dei fatti, con insegnanti che fanno questa vita da oltre 10 anni. Invece si annuncia un grande concorso, che secondo il Ministro dovrebbe svolgersi ad ottobre, a scuola appena cominciata e senza contare quello che potrebbe succedere con il Coronavirus".

E sarà anche mobilitazione, da oggi: è previsto un presidio, dalle 16 alle 18, presso l'Ufficio Scolastico di via Pascoli. Per essere, in questo momento così particolare, un po' meno invisibili.    

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