rotate-mobile
Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

La Pasqua spinge la ripresa degli agriturismi pisani: in 12mila a pranzo in campagna

Al dato molto vicino al tutto esaurito sul fronte della ristorazione, fa però da contraltare il numero meno esaltante dei pernottamenti

E’ la Pasqua della ripartenza per gli agriturismi della provincia di Pisa dopo il crollo, lo scorso anno nel solo mese di aprile, del 94% degli arrivi a causa della quasi totale assenza degli stranieri. Sarà un ponte pasquale a due volti per le 536 strutture agrituristiche del territorio: molto bene quello della ristorazione a km zero con le strutture che si dirigono verso il tutto esaurito per Pasqua e pasquetta, inferiore almeno fino a questo momento invece le aspettative per quanto riguarda i pernottamenti con una struttura su tre che registra ancora disponibilità. A rilevare il trend per le festività pasquali e per il ponte del 25 aprile sono Coldiretti Pisa e Terranostra, l’associazione che raduna gli agriturismi.

"La Pasqua è il primo vero test di questa stagione che si lascia alle spalle l’emergenza sanitaria ma deve purtroppo convivere con gli effetti delle tensioni internazionali dovute alla guerra e alla difficoltà degli stranieri di arrivare nel nostro paese. Il quadro che abbiamo davanti è molto differente rispetto a quello di un anno fa. I segnali sono incoraggianti per il medio-lungo periodo e soprattutto per l’estate dove si attende il ritorno anche degli stranieri - commenta Simone Ferri Graziani, presidente Terranostra Pisa Livorno - in questo momento dell’anno siamo però ancora lontani dai livelli pre-Covid del 2019". Livelli pre-Covid che significano 26mila presenze nelle strutture agrituristiche nel solo mese di aprile, concentrate principalmente tra Pasqua, Pasquetta e 25 aprile; presenze che nel 2021 erano crollate dell’83% per una perdita di fatturato di quasi 1,5 milioni di euro per i soli pernottamenti.  

Secondo una stima di Coldiretti saranno invece 12mila coloro che pranzeranno in una delle strutture agrituristiche provinciali autorizzate alla ristorazione o alle degustazioni per un fatturato che oscillerà intorno ai 500mila euro per il solo ponte Pasquale. "La ristorazione tipica, a km zero, che valorizza i prodotti del territorio e delle aziende agricole - analizza ancora Ferri Graziani - consumata in un contesto di libertà, natura e di tranquillità rappresenta il valore aggiunto della proposta dei nostri agriturismi la cui offerta in questi anni è molto cresciuta e maturata". Il periodo pasquale, e più in generale tutto il secondo trimestre dell’anno tra aprile, maggio e giugno, rappresentano un momento importante della stagione per gli agriturismi toscani e della provincia di Pisa con oltre 110mila presenze di cui oltre 86mila di soli stranieri (dato 2019). "Questo ponte pasquale - conclude Ferri Graziani - rappresenta il primo vero test della prima stagione post emergenza sanitaria che sarà ancora, in attesa dei turisti stranieri, nel segno degli italiani e del turismo di prossimità". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Pasqua spinge la ripresa degli agriturismi pisani: in 12mila a pranzo in campagna

PisaToday è in caricamento