Cronaca Centro Storico / Vicolo del Ruschi

Limonaia ad un passo dalla chiusura, Auletta: "Deve essere salvata"

Si avvicina la liquidazione dell'associazione: il prossimo 11 dicembre il verdetto dell'assemblea dei soci. Dubbi sull'assenza di decisioni da parte del Consiglio Comunale, Ciccio Auletta (Una città in comune): "Altri programmi per l'immobile?"

La Limonaia Scienza Viva sembra davvero giunta alla fine della sua avventura. I tagli al bilancio che hanno portato la Provincia, un anno fa, ad azzerare i fondi destinati all'associazione, insieme all'uscita di altri soci come il Sant'Anna e la Normale, sembrano non lasciare scampo a questa istituzione culturale cittadina. Una crisi che però non convince Francesco Auletta, di Una città in comune – Prc: "Non è una questione di soldi, c'è stato un silenzio consapevole. Perdere La Limonaia, con il suo bagaglio di esperienze ed iniziative realizzate in 15 anni di attività, sarà una sconfitta per la città: non deve chiudere".

"Al bilancio dell'associazione mancherebbero 25mila euro per sopravvivere - spiega Anna Maria Rossi, del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa - una cifra che gli altri soci potrebbero coprire invece di uscire: La Limonaia non è in fallimento, ha tanti progetti finanziati pronti a partire l'anno prossimo, e quest'anno è riuscita comunque ad offrire iniziative, come la mostra ancora attiva sulla vita di Bruno Pontecorvo. L'impressione è che si sia colta l'occasione delle difficoltà per sostituire questo polo culturale con qualcos'altro".

Lo scorso settembre Una città in Comune - Prc aveva promosso una mozione per stimolare una risposta da parte del Consiglio Comunale, indicando anche il dialogo con la Regione come possibile fonte di risoluzione positiva della questione. L'assenza del numero legale ha fatto sì che il provvedimento cadesse nel vuoto. "Riproporremo la mozione domani al Consiglio, chiedendo di trattarla subito con una modifica all'ordine del giorno - dice il capogruppo Francesco Auletta - capiremo subito se l'amministrazione ha intenzione di prendersi o no le sue responsabilità".

"Il dubbio - sostiene sempre Auletta - è che ci siano già altri programmi proprio sull'immobile di Vicolo dei Ruschi e sui suoi prossimi utilizzi, senza badare a quello che l'associazione rappresenta, ai 2 dipendenti che ancora oggi vi lavorano, ed alle proteste che si sono mosse contro la chiusura". Il riferimento è alle oltre 2000 firme raccolte dalla petizione on-line, adesioni provenienti anche da personalità di spicco del mondo accademico, fra cui troviamo il nome di Margherita Hack. Conclude Auletta: "Dopo la chiusura della Sapienza, dopo la chiusura della Limonaia, come si fa a dire che si vuole fare di Pisa una città della cultura?".

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