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Rischio zona rossa in Toscana, Giani: "Meno preoccupazione, ma non vedo decrescita dei contagi"

Il governatore della Regione ha commentato i numeri dell'andamento della pandemia in Toscana: "Dati da fascia arancione, ma chiusure dove ci sarà necessità"

"Oggi siamo a poco più di 800 casi. Non vedo questo dato come una decrescita dei contagi perchè il martedì è sempre il giorno migliore visto che il lunedì, dopo la domenica, è la giornata con minore inserimento di tamponi". E' quanto ha affermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che, a margine dell'inaugurazione di una residenza universitaria a Firenze, ha commentato il dato del bollettino giornaliero dell'emergenza Coronavirus. Il presidente, pur mostrandosi cautamente ottimista sul fatto che la regione non scivoli in zona rossa al termine di questa settimana, non si sente tranquillizzato dalla flessione dei nuovi positivi al Covid rispetto al dato di ieri. "In realtà - sostiene - i casi sono aumentati, non come si presentava il quadro a ottobre, novembre, ma sono il doppio della media di gennaio. Quindi dobbiamo essere molto in allarme, molto attenti. È decisivo rispettare le regole sul distanziamento, l'igiene delle mani, la mascherina perchè se aumentassero ulteriormente i contagi i provvedimenti diventerebbero nuovamente di restringimento".

Coronavirus in Toscana: il bollettino del 23 febbraio

Verso la zona rossa?

"Oggi siamo in zona arancione. Non posso certo prevedere quello che avverrà nella cabina di regia di venerdì, però i primi elementi di valutazione dei dati che forniremo questa settimana probabilmente ci portano a rimanere in fascia arancione. Le preoccupazioni relative a un ingresso in zona rossa non sembrano così forti come potevano apparire magari qualche giorno fa" ha sottolineato con moderato ottimismo il governatore, il quale ha ribadito che per la Toscana l'obiettivo in questa fase è prevenire: "Ci sono chiaramente dei focolai - ha ricordato Giani - con le varianti sudafricana e brasiliana che sono preoccupanti per la rapidità di trasmissione del contagio". Per questo oltre allo screening di massa della popolazione nel senese, a Monteroni d'Arbia, presto la campagna di test potrebbe giungere nel comune di Cecina (Livorno). "Accanto alla zona arancione regionale - ha puntualizzato il presidente - prevediamo inoltre una serie di restrizioni comune per comune, tipo la chiusura delle scuole laddove questo può diventare un elemento di contagio, la zona rossa laddove ci sono preoccupazioni legate alle varianti".

Vaccini

"Abbiamo una macchina organizzativa d'eccezione. Siamo la prima regione in Italia per somministrazioni di vaccini AstraZeneca. Ma avere una macchina organizzativa che ci consente anche oggi di somministrare 25mila vaccini al giorno e poterne usare 8-9mila è davvero un peccato. Per questo il mio appello al Governo è: dateci i vaccini perchè in questo modo mettiamo in sicurezza i cittadini" ha aggiunto il governatore.

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