Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca San Giuliano Terme / Via Ulisse Dini

Ragusa, un incontro tra Logli e una donna: a lei parlò di una unione infelice

I due si sarebbero incontrati solo una volta tra il giugno e il settembre 2011. "Non posso separarmi per ricadute economiche" avrebbe detto Logli alla donna. Per la procura la nuova testimone è credibile: non ha motivo di mentire

Quasi un anno prima della scomparsa della moglie, Antonio Logli, unico indagato per l'omicidio di Roberta Ragusa, confidò ad una donna italiana di vivere un matrimonio infelice e di non potersi separare per motivi economici. Lo ha riferito stamani agli investigatori la stessa donna con la quale tra il giugno e il settembre 2011 Logli "ebbe un incontro sessuale".

La notizia è stata confermata ai giornalisti dal procuratore della repubblica, Ugo Adinolfi, al termine dell'interrogatorio. Secondo quanto riferito agli inquirenti Logli confessò a questa donna, con la quale ha avuto un unico incontro, di "essere sposato e di avere anche un'amante ma di non poter divorziare per evitare gravi ricadute economiche".

"Riteniamo credibile questa signora - ha poi spiegato il procuratore - che si è presentata spontaneamente e non ha alcun motivo di mentire. Dice di avere riconosciuto Logli vedendo il caso in Tv e comunque ce lo ha descritto minuziosamente anche in sede di interrogatorio. Alla luce di questa testimonianza potremmo decidere di risentire anche l'amante di Logli".

LOGLI COLPEVOLE. "Non abbiamo nessuna altra pista alternativa al di fuori di quella dell'omicidio di Roberta Ragusa e per la quale riteniamo che l'assassino sia suo marito, unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere" ha detto il procuratore della repubblica di Pisa, Ugo Adinolfi, incontrando i giornalisti. Il magistrato ha sottolineato che "l'indagine andrà avanti per tutto il tempo necessario e che chiederemo tutte le proroghe previste dalla legge". "Il nostro è un lavoro meticoloso che, pur se lentamente, ci sta facendo avvicinare alla verità. Proseguiremo a cercare il corpo, ma anche a cercare indizi di colpevolezza a carico di colui che allo stato riteniamo essere l'unico responsabile del delitto". Infine, Adinolfi ha spiegato che la testimonianza della donna "rafforza la nostra tesi e ci indica anche un movente, quello economico, che è poi quello più diffuso negli omicidi che avvengono all'interno di una famiglia".

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