Cronaca Via Ulisse Dini

Roberta Ragusa, il testimone a 'Chi l'ha visto?': "Urla strazianti, di paura"

La trasmissione di Rai Tre ha intervistato il super testimone che giura di aver visto Antonio Logli in auto la notte della scomparsa dell'imprenditrice di San Giuliano Terme. Intanto emerge che Roberta stava pensando alla separazione

Una intervista esclusiva mandata in onda ieri sera dalla trasmissione di Rai Tre 'Chi l'ha visto?', che ha incontrato il testimone che la sera della sparizione di Roberta Ragusa vide il marito in auto fuori casa verso mezzanotte e mezzo e poi, alcuni minuti dopo, vide un uomo e una donna che litigavano.

Il testimone ha parlato con i Carabinieri solo a settembre perchè, come lui stesso ha affermato davanti alle telecamere, dove è apparso comunque a volto coperto, "ho avuto paura, i Logli sono potenti, io sono un poveraccio, ma pochi giorni dopo aver assistito alla scena non dormivo più la notte e sono dimagrito dieci chili".

Dal suo racconto emerge la piena sicurezza che Antonio Logli era seduto in auto, la sua station wagon verde, sul bordo di una strada limitrofa a via Ulisse Dini a Gello di San Giuliano Terme, dove la coppia abita. "Sono sicuro che era lui - ha più volte ripetuto il testimone che stava rientrando a casa con la moglie - si copriva il volto con la mano per non farsi vedere, ma era lui".

Un quarto d'ora dopo, quindi presumibilmente intorno all'una, l'uomo è uscito a portare fuori il cane. "Ho sentito delle urla, una donna gridava terrorizzata, erano grida strazianti, di paura, erano un uomo e una donna che litigavano, ma non sono totalmente sicuro che si trattasse di Antonio e Roberta, non ho visto bene" ha raccontato il testimone che ha sottolineato: "La donna ad un certo punto ha provato a scappare, lui l'ha ripresa, ho sentito un colpo, come se avesse picchiato la testa sul cofano, poi se ne sono andati a folle velocità, l'auto poteva essere la C3 della signora Ragusa".
Una rivelazione chiave quella di questo signore che dunque smentirebbe ciò che Logli ha sempre sostenuto, ovvero di essere andato a dormire intorno a mezzanotte e di essersi risvegliato la mattina dopo, senza essersi accorto se la moglie fosse andata o meno a letto.

Intanto dalle analisi dei Ris sul computer di casa Logli, sarebbero emerse alcune ricerche effettuate da Roberta sulla separazione, come se appunto la donna avesse deciso di lasciare il marito, forse perchè stanca del tradimento. Un passo, quello deciso da Roberta, che avrebbe creato problemi a livello patrimoniale ad Antonio, visto che la stessa autoscuola era intestata a lei.

Intanto si continua a cercare e il procuratore capo Ugo Adinolfi ritiene che il Parco di San Rossore possa essere un luogo ideale in cui nascondere un cadavere. "Non è poi così inaccessibile come si crede - ha affermato Adinofi - anzi, ci sono diversi ingressi tramite le ‘vie di fuga’ e specialmente di notte non è difficile accedervi senza essere visti. Ecc perchè ritengo che sia questo uno dei luoghi più probabili dove l’assassino di Roberta Ragusa abbia potuto occultare il cadavere della donna. Un posto, una spiaggia isolata, dove può aver agito senza fretta e indisturbato, che aveva già, almeno mentalmente, localizzato".

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