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Roberta Ragusa, il vigile del fuoco su La7: "Ho sentito un urlo di paura"

Filippo Campisi in un'intervista che andrà in onda questa sera a Linea Gialla aggiunge un altro particolare che gli è tornato in mente in questi giorni. Intanto ha riconosciuto un modello di auto simile a quella che vide quella notte

Filippo Campisi, il nuovo testimone del caso Ragusa

Dopo aver visionato una ventina di foto di tipi di auto, ha trovato un modello che si avvicina molto alla jeep che vide quella notte davanti a casa di Roberta Ragusa: un Nissan Patrol. Filippo Campisi, il vigile del fuoco, nuovo testimone nel caso della scomparsa dell'imprenditrice di San Giuliano Terme, continua a collaborare con gli inquirenti che cercano di risolvere il mistero della donna svanita nel nulla.

In un'intervista che sarà trasmessa nella puntata di stasera di Linea Gialla, il programma di La7 condotto da Salvo Sottile, afferma anche che quella notte ''udii un urlo''. ''Di quella notte - spiega Campisi - mi sono venuti in mente anche altri particolari: arrivato davanti all'incrocio di via Gigli (una strada adiacente alla palazzina dove viveva l'imprenditrice svanita nel nulla, ndr) ho sentito un urlo di donna molto forte, spaventato o comunque di attenzione, come una richiesta di aiuto. Non mi sono fermato perché ho sentito un urlo, non è che ho visto una scena cruenta. Conoscendo il mio carattere, se avessi visto un'aggressione o qualcosa del genere mi sarei fermato o per lo meno avrei chiamato le forze dell'ordine. E' un ricordo che mi è tornato alla mente in questi ultimi giorni, l'avevo rimosso''.

Per mesi Campisi è rimasto nell'ombra, senza mai presentarsi agli inquirenti per evitare, così ha poi raccontato agli investigatori, il ''clamore mediatico''. Il vigile del fuoco ha anche riferito ai Carabinieri, che lo hanno più volte interrogato, di non saper collocare i suoi ricordi con esattezza alla notte della scomparsa di Roberta Ragusa, ma ammette solo che era ''una notte gelida di gennaio''.
Inoltre prima di essere scovato dagli inquirenti, cercò di indirizzare le indagini inviando una lettera anonima ai militari della stazione di San Giuliano Terme.
Recentemente gli inquirenti hanno acquisito due computer e una stampante, tutto materiale nella sua disponibilità (un pc portatile si trovava nel suo ufficio presso il distaccamento aeroportuale dei vigili del fuoco), sui quali sono stati avviati accertamenti informatici per stabilire se il pompiere abbia detto la verità soprattutto relativamente all'invio della lettera anonima. (fonte Ansa)

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