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Rocca di Ripafratta in abbandono, l'associazione: "Le elezioni si avvicinano, ufficializzare l'accordo"

Il gruppo 'Salviamo la Rocca', che si è costituito nel 2012 con lo scopo di salvaguardare il castello che sorge sopra la frazione sangiulianese, sta spingendo per formalizzare l'intesa che porterebbe ad una riqualificazione della struttura, ma tutto sembra fermo

Erba alta e crepe. In poche parole degrado. E’ questa la situazione del complesso monumentale di San Paolino, meglio conosciuto come Rocca di Ripafratta, praticamente da trent’anni ormai in una condizione che si scontra con il grande valore della struttura, sfruttabile anche nell’ottica di un potenziamento del sistema turistico del territorio.

Un accordo tra il Comune di San Giuliano Terme e la Fondazione Pisa, interessata ad una riqualificazione, nel 2008 aveva dato speranze ai ripafrattesi di veder tornare a splendere l’antico gioiello, ma tutto è finito nel nulla e il progetto è saltato. Oggi è il grido d’allarme dell’associazione ‘Salviamo la Rocca’ ad alzarsi vista l’imminente vicinanza delle elezioni amministrative, che vedrebbero forse cadere nel nulla accordi verbali che eppure ci sono, come ci conferma il presidente dell’associazione Francesco Noferi: “Il Comune ha incontrato di nuovo i proprietari della Rocca e dei terreni circostanti per arrivare ad una soluzione che sembra sia, almeno a parole, stata trovata, ma avrebbe dovuto attivarsi con la Fondazione Pisa: la situazione è ormai sospesa da luglio 2013. L’accordo non è stato formalizzato”.

Uno dei problemi principali nella questione riguarda proprio la proprietà della zona. La Rocca ha un proprietario, i terreni circostanti altri ancora. E sono questi ultimi che avrebbero dovuto, già nel 2008, cedere i terreni. “Il Comune, come richiesto dalla stessa Fondazione, avrebbe dovuto creare una strada di accesso, tuttora inesistente, e procedere con l’esproprio dei terreni - sottolinea il presidente dell’associazione ‘Salviamo la Rocca’ Noferi - ma non lo ha fatto. Ultimamente il Comune ha incontrato di nuovo i proprietari, raggiungendo probabilmente l’accordo ma non c’è niente di scritto”. E le elezioni si avvicinano. “Il nostro timore è che questo accordo verbale non venga più preso in considerazione con la nuova amministrazione, finendo per vanificare tutto ciò che è stato fatto sino ad ora. Abbiamo avuto contatti con il Comune poco tempo fa, ma ci hanno ribadito che nulla si è smosso. Non sono stati fatti passi né avanti né indietro, queste le testuali parole”. "Certo - prosegue Noferi - l'amministrazione comunale potrebbe avere anche qualche timore per il mantenimento del castello una volta restaurato, sono paure comprensibili, ma in questo caso apprezzeremmo la chiarezza: insieme potremmo trovare una soluzione".

La Rocca di Ripafratta potrebbe rappresentare un elemento di rinforzo anche per l’economia del paese, in un momento così difficile. “Sono molti i turisti che, nonostante le pessime condizioni, vanno a visitarla - conclude Noferi - figuriamoci quindi il flusso di persone in caso di una sua riqualificazione. In un periodo in cui molti piccoli negozi chiudono, riuscirne a riaprire uno con l’indotto creato dal castello sarebbe davvero un segno importante, una vera e propria inversione di tendenza”.  E la comunità si vedrebbe riconsegnato un pezzo importante della sua storia.

L'associazione comunque non si arrende e rilancia, dando appuntamento all'assemblea dei soci il prossimo 4 febbraio (presso il Centro Civico di Ripafratta alle 21.15): qui verranno stabilite forme di mobilitazione per tentare magari di smuovere le acque.

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