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Immagine di archivio

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Ruderi sul Lungarno, Dringoli: "Dialogo in corso con la proprietà per il recupero"

L'assessore all'urbanistica di Pisa, rispondendo ad una interpellanza, ha spiegato le ragioni dei lunghi tempi per un intervento

I ruderi del complesso i 'Tre Palazzi' sul lungarno Galilei, macerie risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, sono stati al centro di un'interpellanza nello scorso Consiglio Comunale del 2 marzo. Il consigliere Marco Biondi (Pd) ha chiesto all'amministrazione aggiornamenti circa interventi di recupero sull'area degradata e se la struttura fosse sicura dal punto di vista statico, vista la ormai storica presenza delle transenne.

Ha risposto, ripercorrendo il caso, l'assessore all'urbanistica di Pisa Massimo Dringoli: "I ruderi sono ancora presenti nonostante sia avvenuto circa 15 anni fa il recupero della parte restante del complesso. Sono gli unici rimasti. Chiaramente si tratta di una situazione di grande degrado, in una zona centralissima della città, per cui è interesse dell'amministrazione che si ponga fine a questo degrado e che venga quindi completato l'edificio dei Tre Palazzi, perché questo sarebbe l'unico modo".

"E' un degrado - ha proseguito - che va avanti da 75 anni, c'è da chiedersi perché. Una motivazione c'è. All'angolo di quell'isolato, con via Bovio, negli anni '50, è stato costruito un immobile che non ho mai capito in base a quale norma possa essere stato consentito. Non è previsto dai piani di costruzione o da uno strumento urbanistico, però c'è. E i proprietari del rudere si sono sempre sentiti molto danneggiati dalla presenza di questo immobile che ovviamente vincola per quanto riguarda non tanto le distanze, che la legge permette di ricostruire gli edifici demoliti per eventi bellici esattamente dove erano prima, ma principalmente perché pregiudica la visuale sul lungarno. Erroneamente avevano sempre pensato di dover essere indennizzati da questo danno subito, cosa che applicando le norme non è possibile. Questo è il motivo per cui si è protratta tanto a lungo la ricostruzione".

"L'amministrazione ha dovuto ricucire - ha poi detto Dringoli - un dialogo con i proprietari per indurli a presentare un piano di recupero. Non è stata facile la cosa, è ancora in corso, però siamo a buon punto, per poter pensare che presto sarà presentato un piano di recupero. Sono solo due anni che questa amministrazione ha preso in mano questa situazione".

Sui punti di occupazione suolo pubblico delle transenne e staticità strutturale: "E' stata fatta una verifica sui ruderi, non c'è rischio di crolli. Non risulta poi che alla Sepi ci siano somme ancora da pagare per l'occupazione di suolo pubblico passata". 

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