Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Centro Storico / Via San Francesco

Una stanza per le audizioni protette per le vittime della violenza di genere

Sarà realizzata dalla Questura con il contributo della Cgil. Nell'ultimo anno reati di genere in crescita a Pisa soprattutto in ambito familiare

Il tema è di quelli importanti: la violenza di genere. Un reato che, purtroppo, negli ultimi anni ha vissuto un'escalation preoccupante sul territorio italiano, alla quale anche la provincia di Pisa non si è sottratta. Dagli ultimi dati certificati a disposizione, risalenti al 2019, i maltrattamenti intrafamiliari sono cresciuti nel pisano, a differenza però degli atti persecutori e delle violenze sessuali che hanno seguito un andamento stabile. Nell'ultimo anno e mezzo, però, l'emergenza sanitaria e i conseguenti lockdown istituiti per limitare la mobilità delle persone e le occasioni di socializzazione hanno portato con sé l'acutizzazione di problematiche familiari che non hanno trovato sfoghi fuori dall'abitazione. Con l'effetto di aver incrementato all'incirca del 30%, rispetto al 2019, la segnalazione di codici rossi per violenze di genere.

La fotografia viene scattata dalla Questura di Pisa nel giorno della presentazione della nuova sala per audizioni protette, che a breve entrerà pienamente in funzione nella caserma di via San Francesco. "Sarà una struttura realizzata appositamente per la deposizione e la raccolta delle testimonianze delle vittime di violenza di genere" sottolinea il questore Gaetano Bonaccorso. La stanza beneficerà del sostegno economico della Cgil di Pisa, che contribuisce con 500 euro all'insonorizzazione e all'adeguamento infrastrutturale. Un altro ente invece metterà a disposizione le risorse necessarie per integrare la spesa necessaria per l'allestimento di tutte le strumentazioni digitali e tecnologiche utili alla raccolta delle deposizioni.

gaetano bonaccorso questore pisa

"Uno degli ostacoli più duri da superare per le vittime della violenza di genere - prosegue Bonaccorso - è la vergogna a denunciare. In gergo viene definita 'vittimizzazione secondaria'. Chi subisce violenza ha paura di essere denigrato, di rimanere inascoltato, di non trovare sostegno e supporto nelle istituzioni e nelle forze dell'ordine. La stanza audioprotetta va proprio nella direzione di abbattere queste barriere psicologiche: sarà un luogo deistituzionalizzato, nel quale opereranno agenti adeguatamente formati, coadiuvati da psicologi specializzati nella materia. Vi accederanno tutte le vittime di violenza: uomini, donne e minori".

Il questore si sofferma anche sugli ultimi dati raccolti nell'ambito delle violenze domestiche e di genere, sottolineando che "se da un lato c'è l'inevitabile preoccupazione per un fenomeno che sta crescendo in tutto il Paese, dall'altro c'è anche la consapevolezza che quanto più si denunciano maltrattamenti familiari, come accaduto nel 2020, tanto meglio le forze dell'ordine riescono a reprimere e prevenire reati più gravi. Che possono essere atti persecutori e violenze sessuali". Un aspetto condiviso da Mario Fuso, segretario provinciale Cgil, che afferma: "La Polizia è sempre più vicina ai cittadini. Percepisce, recepisce e risolve i problemi e le necessità di tutti i cittadini, senza distinzione di genere né etnia. La creazione di una stanza audioprotetta va proprio in questa direzione e per noi è un onore poter partecipare concretamente". Il contributo del sindacato è stato integrato anche dalla donazione della fotografa e scrittrice Tiziana Fustini, che in occasione dell'ultima Festa della Donna ha venduto oltre 100 copie del suo fotolibro dedicato proprio alle donne vittime di violenza.

"Non ci si abitua mai alle testimonianze delle vittime - aggiunge la sovrintendente Dalia Gambini, responsabile dei codici rossi del Posto di sicurezza all'ospedale Cisanello - la violenza di genere è una piaga che colpisce senza distinzioni tutte le fasce della popolazione. E' caduta anche la credenza popolare che fosse un problema tipico dei cittadini più poveri: non ci sono differenze di ceto in chi commette o subisce violenze. Ciò che negli ultimi anni è mutato è la capacità di reazione e prevenzione delle Forze dell'ordine: adesso le vittime, intese come donne e uomini, ripongono grande fiducia negli agenti e denunciano con molta più convinzione". 

daria gambini sovrintendente polizia pisa

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