Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

San Rossore, Italia Nostra: "Un taglio degli alberi eccessivo, il Parco Naturale deve farsi rispettare"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Sezione di Pisa di Italia Nostra, che è già intervenuta sul tema “Prima che l’ultimo Platano venga abbattuto”, dedicato al salvataggio dei viali monumentali, torna ora sulla questione del taglio degli alberi nel territorio pisano e soprattutto all’interno del Parco Naturale di Migliarino, S.Rossore, Massaciuccoli, facendo propria la segnalazione del socio Ugo Macchia, responsabile Ambiente e Verde Urbano.

Italia Nostra non rileva dei comportamenti coerenti quando un Parco alle porte della nostra città, nel quale ci si aspetterebbe il massimo rispetto per le piante, dà spesso l'immagine di non difenderle per niente, come vediamo ai bordi delle strade che l'attraversano.

Alle considerazioni naturalistiche si aggiungono quelle paesaggistiche, delle quali il Parco Natuale Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli e i Comuni al suo interno devono tener conto: non si può tollerare che chi si reca da Pisa a Tirrenia o a Viareggio debba assistere a continui tagli del bosco e, in certe zone dove si passava all'ombra dei grandi alberi, oramai si transiti in  aree semidesertiche.

Nei dintorni di Pisa abbiamo avuto casi esemplari: sulla via Aurelia a Tombolo l'anno scorso è stato abbattuto un filare storico di circa cinque chilometri di pini con la motivazione che essi potevano cadere sulla vicina ferrovia. Sempre con ufficiali spiegazioni legate a esigenze di sicurezza nella circolazione, sull'Aurelia, fra Migliarino e Torre del Lago, sono state tagliate due fasce di bosco ciascuna di venti metri di profondità ai due lati della strada e lo stesso è avvenuto nella via cosiddetta Pisorno che costeggia Camp Darby, rimanendo salvo solo il bosco dentro il campo americano. Tutto ciò potrebbe essere in relazione col fatto che, dopo una discutibile sentenza della Cassazione che qualche anno fa  ha condannato l' Anas a pagare i danni provocati dalla caduta di un albero sulla sede stradale, si è scatenata una sorta di “dendrofobia” (paura degli alberi,  dal greco antico) che sta inducendo innumerevoli amministrazioni ad abbattere alberature stradali in ogni parte d'Italia, ufficialmente per prevenire alla radice l'eventualità di una caduta accidentale di una pianta.

A Italia Nostra  pare comunque paradossale che si taglino migliaia di alberi d'ogni specie nel timore dell'eventuale caduta di una minima percentuale, tanto più all'interno di un'area protetta.

Inoltre nella tenuta di Migliarino, unica grande proprietà privata all'interno del Parco, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vistoso incremento dei tagli a raso, non più giustificabili con le esigenze del rinnovo della pineta, che da sempre, con una rigida ma moderata disciplina, ha mantenuto sino ai nostri giorni la storica piantagione; essa infatti, in quanto tale, necessita del periodico intervento umano, al contrario dei boschi naturali, giustamente lasciati al loro spontaneo sviluppo. Negli ultimo tempi le lacune di un piano di gestione forestale troppo orientato verso lo sfruttamento intensivo e la sua non sempre puntuale esecuzione, unite ai tagli per motivi di sicurezza, hanno portato  a un progressivo degrado della tenuta e ora al suo interno le aree vincolate, fra le quali la zona umida del Fiumaccio, antico ramo del Serchio famoso per la sua unica bellezza, campeggiano come cattedrali, nel deserto creatogli intorno a forza di tagliare settori di pineta ad esse troppo vicini e i quali, se ci fosse stato un minimo di competenza su natura e paesaggio, dovevano essere escluse dai turni di rinnovo. Ugualmente, lungo la via Aurelia, si continua con pervicacia a unire i tagli di turno con quelli di sicurezza, col risultato di creare intorno alla strada delle tristi lande, dove è preso da sconforto chi era abituato a passare nelle maestose pinete col florido sottobosco di lecci e macchia mediterranea, mentre il forestiero sicuramente non avrà l'impressione di stare transitando in un Parco Naturale.

Ormai si è diventati  talmente sfacciati da accanirsi, come è recentemente successo, su una fila di piccoli lecci che costeggiava la strada a nord del ristorante Rustichello: questi innocenti alberelli non facevano danno a nessuno e sono stati letteralmente strappati malamente dal terreno da un macchinario con sega rotante,  senza alcun riguardo.

La sezione di Pisa di Italia Nostra chiede pertanto al nuovo presidente del Parco, noto per le sue competenze urbanistiche e paesaggistiche, di prendere in serio esame le problematiche poste da questa discutibile gestione forestale, verificando se ci sia stata la necessaria professionalità nel rilascio dei permessi e nei controlli e, comunque, imponendo d'ora in avanti ai proprietari della tenuta delle regole più strette nella gestione dei boschi e la creazione di adeguate fasce di rispetto paesaggistico lungo le vie di comunicazione e ai bordi delle riserve.

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