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Cronaca

Sant'Anna di Pisa: inaugurato l'anno accademico 2021/2022

La rettrice Sabina Nuti lancia la sfida dell'innovazione, presente il governatore della Toscana Eugenio Giani

Emozionante ritorno in presenza per l’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, culminata con l’intervento della rettrice Sabina Nuti e con la lectio magistralis dell’avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, sul ruolo delle donne nella Pubblica amministrazione.

Dinanzi al presidente della Giunta regionale toscana Eugenio Giani, al presidente del Consiglio regionale toscano Antonio Mazzeo, al sindaco di Pisa Michele Conti, a numerose autorità, la rettrice Sabina Nuti ha ricordato gli obiettivi raggiunti e, soprattutto, ha presentato le sfide del prossimo anno. Le sfide interessano tutti gli ambiti di attività (formazione, ricerca, terza missione, per portare impatto sulla società) e sono caratterizzate dal filo comune di un potenziamento, grazie anche al piano di sviluppo edilizio. Durante la cerimonia un’emozione particolare per il riconoscimento a Paolo Dario, professore emerito ed ex prorettore alla terza missione, che ha passato il testimone a Marco Frey, nuovo prorettore alla terza missione.

Dopo i saluti e i tanti ringraziamenti, Sabina Nuti ha fatto il punto sull'anno accademico passato ed i risultati gestionali: "Il corpo docente della Scuola Superiore Sant’Anna, coadiuvato dal personale tecnico amministrativo, malgrado le difficoltà determinate da questo nuovo e temibile compagno di viaggio che è il Covid 19, nel 2021 ha mantenuto e incrementato, come già nel 2020, una grande capacità propositiva su tutti e tre gli ambiti della missione, registrando un tasso di crescita e di iniziativa senza precedenti. Già l’anno passato, nel 2020, la Scuola Superiore Sant’Anna, nel campo della ricerca, aveva infatti acquisito nuovi progetti per un valore complessivo pari a 38 milioni di euro, rispetto ad una media degli anni prevedenti pari a 22. Quest’anno ci incamminiamo verso la chiusura di dicembre con dati forse non comparabili con il 2020, ma registrando comunque un incremento significativo rispetto al triennio precedente. Si tratta di finanziamenti acquisiti grazie soprattutto a bandi europei, ma anche bandi nazionali, finanziamenti da fondazioni e, per il 15%, da aziende private per progetti conto terzi".

"I risultati conseguiti - ha aggiunto - dimostrano quanto sia importante rafforzare e crescere le competenze e i saperi disciplinari quale punto di partenza fondamentale ed ineludibile per una rigorosa ricerca scientifica, ma è anche vero che la sfida non si ferma a questi traguardi. Il mondo in cui viviamo ci chiede di più. Ci chiede innovazione, curiosità, creatività e capacità di ascolto e comprensione delle problematiche che attanagliano la nostra società. E questo è ancora più vero per una Scuola universitaria superiore come la nostra, votata alle scienze applicate".

Il presidente della Toscana Eugenio Giani: "Ringrazio per la sua preziosa attività uno dei prestigiosi istituti di eccellenza che caratterizzano la vocazione toscana alla ricerca, alla scienza, alla formazione. Un incubatore di idee, di progetti che è biglietto distintivo nell’immagine che la nostra Regione ha sul piano nazionale ed europeo. Oggi la Toscana ha bisogno dell’autorevolezza, della credibilità, della capacità del Sant’Anna di tessere relazioni, di saper interpretare da protagonista le sfide della transizione e dell’innovazione, di fare sinergia con le istituzioni regionali, con il sistema produttivo, con la vita civile della nostra comunità regionale. Insieme, dopo le conseguenze devastanti della pandemia, sapremo cogliere le opportunità e le potenzialità che si presentano con la nuova stagione di fondi europei e di risorse messe a disposizione dal Pnrr".

Alla cerimonia di inaugurazione presente anche l’assessora all’università e ricerca e pari opportunità Alessandra Nardini, che ha soffermato la sua attenzione sulle questioni della parità di genere nel mondo accademico e dell’uguaglianza delle donne: "Con una rettrice, una direttrice generale e tante altre donne protagoniste dal Sant’Anna ci giunge un esempio di parità di genere, attraverso una reale valorizzazione dell’uguaglianza tra uomini e donne. Dalla parità di genere passa anche il benessere economico e sociale, per questo senza il contributo delle donne non ci può essere una vera ripresa. Questa Scuola manda un grande messaggio di speranza alle allieve, alle future allieve e più in generale a tutte le donne: dobbiamo essere consapevoli che la realizzazione professionale non si deve conseguire dopo una serie di rinunce tra vita personale e lavoro, ma dobbiamo avere il diritto di vedere riconosciuti merito e impegno durante il nostro percorso di carriera e dobbiamo vederci garantito il diritto alla conciliazione, anzi, direi, alla condivisione".

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