Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Sblocco degli sfratti, è stato di agitazione: "Durante la pandemia nessun intervento, serve riforma sociale"

Presidio in Prefettura per rilanciare la mobilitazione per la casa dei gruppi cittadini pisani. Chiesto incontro con le istituzioni competenti

Si apre a Pisa una nuova stagione di mobilitazione contro gli sfratti. E' l'annuncio che hanno fatto stamani, 30 giugno, il comitato di Sant'Ermete, in rappresentaza dei vari gruppi cittadini che si sono riuniti in una recente assemblea a giugno per affrontare il problema. La scadenza del blocco delle esecuzioni è infatti ormai giunta, come è stato affermato al presidio in Prefettura: "Da domani - ha spiegato Simone della comunità di quartiere - ripartono gli sfratti per chi ha morosità incolpevoli maturate fino a marzo 2020. Si tratta di chi era in difficoltà prima della pandemia, praticamente tutti, con una situazione che è peggiorata ovviamente con la crisi economica. E si aggraverà ancora con lo sblocco dei licenziamenti". Non che ci sia molto altro tempo, per gli altri morosi: al primo ottobre sono rinviate le esecuzioni stabilite fino al 30 settembre 2020, al primo gennaio 2022 quelle fissate fino al giugno 2021. 

Il punto, sottolineano dal presidio, è che "in questi 16 mesi di blocco degli sfratti, niente è stato fatto per arginare il fenomento dell'emergenza abitativa. Su questo il 'Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza' di Draghi non mette un euro. Per questo torniamo a farci sentire, a chiedere un incontro con la Prefettura, con gli assessori competenti del Comune e della Regione, per fare una vera riforma sociale che parta dai territori".

Un documento in 8 punti è stato consegnato a Palazzo Medici per "trovare soluzioni abitative". La prima richiesta, intanto, è un nuovo rinvio degli sfratti. Poi si tratta di "affrontare alla radice i problemi" prosegue Simone, che incalza: "Si sente parlare ogni tanto di furbetti della morosità... i furbetti, quelli veri, sono i grandi proprietari che tengono gli immobili sfitti per accumulare rendita, tendendo gli affitti alti e pagando poche tasse". Fra le proposte segnalate c'è la previsione di nuovi "contratti di affitto sociali in base al reddito ed alla qualità dell'alloggio", il recupero degli alloggi pubblici vuoti e in disuso, la cancellazione di morosità e l'esonero dall'affitto per chi si trova a vivere in abitazioni di cattiva qualità, sia pubbliche che private. 

A dare maggiore rilevanza sul tema è anche il recente episodio di sospensione di uno sfratto avvenuto a Roma. Il Tribunale ha infatti recepito l'indicazione dell'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, che aveva chiesto allo Stato italiano di congelare l'esecuzione o di provvedere ad un'alternativa alloggiativa considerando le difficoltà economiche della donna interessata dall'esecuzione. Una presa di posizione, quella del giudice per l'esecuzione, che potrebbe dare nuova linfa alle rivendicazioni dei comitati popolari. 

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