Cronaca Cisanello

Scandalo Cnr, ricercatori e precari: "Gravi ritardi nel pagamento dei compensi"

I precari del'Istituto di Fisiologia Cinica lanciano l'allarme: "Con il 31 marzo molti dei nostri contratti sono scaduti e non sappiamo se verranno rinnovati. E' inaccettabile che paghiamo noi per i gravi illeciti commessi da altri"

"Segnaliamo gravi ritardi sul versamento degli stipendi e dei compensi dei titolari di assegni di ricerca e contratti co.co.co". E' la denuncia lanciata dai precari dell'Unione sindacale di base dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa. Lo scandalo che recentemente ha travolto l'istituto potrebbe dunque riversare sul personale, in particolare su quello precario, le sue più gravi conseguenze. Secondo il sindacato, infatti, molti contratti in scadenza o già scaduti non sarebbero ancora stati rinnovati.

"Con il 31 marzo - spiegano in una nota i precari - sono scaduti molti dei nostri contratti, ma nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa da parte dell’Ente. Nonostante le continue richieste inoltrate, solo nella tarda serata del 31 marzo alcuni di noi hanno ricevuto comunicazione verbale di una proroga di trenta giorni del proprio contratto. Seppur nella totale incertezza, fino ad ora abbiamo compreso ed atteso, confidando che venisse elaborata una strategia. Ma la macchina degli accertamenti sui fondi pare molto lenta, forse perché non è chiaro da parte dell’Ente come poter risolvere la situazione. Se anche a breve termine verranno pagati tutti i compensi arretrati, che cosa ci dobbiamo aspettare per quelli futuri? Come tutti affrontiamo spese importanti quali affitti/mutui, bollette, rette scolastiche dei nostri figli".

Una situazione che per il personale precario e per i ricercatori sta diventando sempre più pesante. "Non possiamo continuare a tacere - prosegue la nota - di fronte a non-risposte come 'aspettate', 'la situazione è delicata', 'i contratti forse si rinnoveranno di mese in mese'. Ribadiamo che, ricevere lo stipendio con grave ritardo è inaccettabile così come continuare a lavorare in assenza di ufficialità sui rinnovi di contratto".

"Non possiamo accettare - concludono i precari -  che il grave illecito commesso venga sanato tramite una strategia di tagli al personale. Non è accettabile che noi precari, spesso con un’anzianità di servizio che va oltre i 10 anni, paghiamo il prezzo degli illeciti commessi da altri e di un sistema di controllo inefficace"

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