Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza dei Miracoli

Piazza dei Miracoli e i suoi tesori archeologici: ora sono in un libro

I risultati degli scavi, condotti dal 2003 sotto la Torre, sono stati pubblicati in un volume intitolato "Archeologia in Piazza dei Miracoli" edito da Felici Editore

Gli scavi in Piazza dei Miracoli

Nel 2003, a seguito del rifacimento dell’impianto di irrigazione nel prato della Torre pendente, erano emersi i resti archeologici di una Piazza fino ad allora sconosciuta. I ritrovamenti appartengono all’età romana e contemporanea. Ci sono state alcune scoperte sorprendenti: i resti di una cattedrale del X secolo, la cui costruzione fu interrotta per lasciare spazio al progetto dell’imponente Duomo, e  un edificio più adatto ad esaltare la grandezza di Pisa.

I risultati degli scavi sono stati pubblicati in “Archeologia in Piazza dei Miracoli” di Felici Editore. Il volume raccoglie quella parte del lavoro degli archeologi, meno visibile ma indispensabile, che consiste nell’elaborazione dei dati post-scavo. Sono serviti circa 3 anni e 40 studiosi, la maggior parte formati nell’Università pisana.  C'è voluto anche l’intervento dei restauratori dell’Opera Primaziale e della Soprintendenza di Firenze, disegnatori e fotografi, coordinati da Emanuela Paribeni, già funzionario responsabile degli scavi nella Piazza e da Antonio Alberti che li ha diretti sul campo. Il volume è arricchito anche dai contributi di Gabriella Garzella, Stefano Bruni, Adriano Maggiani, Sauro Gelichi, noti studiosi della Pisa etrusca, romana e medievale.

Grazie agli scavi che hanno permesso di confermare la presenza della domus dal I secolo a.C, quando ancora l’area dell’attuale Piazza era l’ingresso alla città dalla parte del mare, è più chiaro anche il quadro della Pisa romana. Invece è databile al VII secolo la tomba Longobarda in un imponente cassone in pietra, fortunatamente trovata presso il Battistero. Nella tomba c'erano i resti della prima deposizione di un personaggio di alto rango, si è dedotto perché aveva preziosi elementi nell’abbigliamento, tra i quali una rara fibbia in argento. Nel gioiello si vedono le iscrizioni con il nome del proprietario Cipriano, e dell’orefice autore dell’oggetto.

La novità più ecclatante è tuttavia l’identificazione della cattedrale fino ad oggi sconosciuta, perché taciuta dalle fonti: un edificio a 3 navate, con abside e cripta decorata da intonaci dipinti, databile alla fine del X secolo e forse mai compiuto. La pianta ricostruita mostra un edificio piccolissimo in confronto alla Cattedrale romanica, che è riesciuta a prendere il suo posto nel giro di un secolo.

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