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Sciopero autobus: venerdì di possibili disagi anche a Pisa

La mobilitazione indetta dai sindacati è in programma il 26 marzo. I dettagli

Possibili disagi domani, venerdì 26 marzo, per chi deve utilizzare l'autobus per spostarsi. Le organizzazioni sindacali nazionali di FILT/Cgil, Fit/Cisl, UIL/Trasporti, FAISA/Cisal e UGL/Fna hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore. Al centro della mobilitazione l'interruzione del confronto per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri Internavigatori (Mobilità TPL), scaduto da oltre tre anni.

Per quanto riguarda gli autobus Ctt Nord operanti sul territorio della provincia di Pisa, lo sciopero sarà così articolato:

- personale viaggiante (autisti), addetti alla biglietteria, addetti al rifornimento e addetti ai depositi aziendali: da inizio turno alle ore 05.59, dalle ore 09.00 alle 16.59 e dalle ore 20.00 (i servizi saranno garantiti dalle ore 6.00 alle 08.59 e dalle 17.00 alle 19.59);

- personale di impianti fissi (uffici, officine): intera prestazione lavorativa.

I motivi della protesta

Domani 5500 lavoratrici e lavoratori toscani sono chiamati da Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uilt-Uil, Faisa e Ugl-Fna a scioperare per il rinnovo del contratto nazionale di categoria scaduto il 31 dicembre 2017, per la riforma del settore trasporti e il riconoscimento di categoria essenziale al fine di ottenere la vaccinazioni contro Covid-19 ovviamente su base volontaria.

"Lo sciopero, che inevitabilmente provocherà disagi all’utenza, è stato proclamato non solo per il mancato rinnovo del contratto, nella sua parte economica, ma anche a supporto di una riorganizzazione del settore, che dovrà offrire un servizio di trasporto pubblico organizzato ed efficiente - sottolineano i sindacati - una riorganizzazione del settore che favorisca aggregazioni e fusioni d’impresa, predisponendo sane relazioni industriali, finalizzate a definire opportune norme contrattuali per un lavoro più sicuro stabile e più dignitoso mettendo al centro la dignità, la professionalità e la responsabilità degli autoferrotranvieri. Quella del Tpl è una categoria essenziale, che quotidianamente sta a contatto con centinaia di persone garantendone il trasporto, eppure non si è provveduto in termini di sicurezza a metterla a riparo da possibili contagi attraverso la vaccinazione come altre categorie delle quali si è riconosciuto correttamente l’utilità essenziale".

"La Fit Cisl si auspica che si giunga quanto prima ad un’intesa con le associazioni datoriali visto che il Decreto Sostegni ha stanziato ulteriori importanti risorse, pari a 800 milioni di euro, che si aggiungono a quelle già ricevute e destinate al settore per compensare la riduzione dei ricavi da traffico causati dagli effetti della pandemia, e che ai lavoratori del trasporto sia data quanto prima la possibilità di vaccinarsi contro il Covid 19, visto che tra molteplici difficoltà quotidiane e con grande senso di responsabilità continuano a garantire la mobilità dei cittadini seppur questa pandemia non accenni a diminuire".

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