Cronaca Piazza Cavour

Pontedera, sciopero Cgil: il sindacato condanna i "dissidenti"

Lunedì, nel corso della manifestazione per le vie della città, il corteo si è diviso in due tronconi che hanno proseguito per strade separate. I motivi della protesta sono così passati in secondo piano rispetto ai contrasti

Un gruppo di manifestanti lascia Piazza Cavour

Ferma condanna da parte della Cgil per i fatti avvenuti durante la manifestazione organizzata dallo stesso sindacato a Pontedera lunedì scorso. Il corteo infatti si è diviso in due tronconi separati: una parte dei manifestanti ha ascoltato le parole del segretario provinciale Cgil Gianfranco Francese in Piazza Cavour, mentre un'altra parte ha sfilato sulla Tosco-Romagnola improvvisando un comizio. I contenuti della protesta la causa dello scontro, con i "dissidenti" che volevano mettere in primo piano l'articolo 18.
Una situazione critica si è così verificata nella città della Vespa dove sotto i riflettori sono finiti i contrasti piuttosto che la lotta unitaria dei lavoratori alle prese con i problemi che affliggono il presente. Oggi la Cgil cerca di fare chiarezza sulla situazione che si è venuta a creare, condannando il gesto.

"Come è noto la Cgil è impegnata in una mobilitazione nazionale per contrastare le scelte del Governo e dei datori di lavoro che penalizzano i lavoratori e tentano di ricacciare indietro di decenni le loro conquiste sullo stato sociale e sui diritti - spiegano dal sindacato - le questioni principali sulle quali è impegnata la Cgil sono quelle del mercato del lavoro, dei licenziamenti facili (articolo 18) e degli ammortizzatori sociali. La Cgil di Pisa e tutte le sue organizzazioni di categoria sono mobilitate su questi punti con scioperi generali di zona. Lo sciopero generale dei lavoratori della Valdera e la manifestazione di Pontedera di lunedì 7 maggio, erano inserite in questa mobilitazione generale".

"In una situazione di crisi, di difficoltà oggettiva e di attacco alle condizioni dei lavoratori - proseguono - la Cgil si è assunta da sola l’onore e l’onere di rappresentare tutti i lavoratori con uno sciopero generale che sancisse e dimostrasse la loro forza e l’unità di azione e di obiettivi. E’ in questo quadro che si è concretizzata la scelta di alcuni delegati RSU della Piaggio e della Ceva, insieme ad alcuni soggetti estranei alla nostra organizzazione, di rompere l’unità con un'azione preordinata e provocatoria tesa deliberatamente a dimostrare una divisione tra i lavoratori, che in realtà non c’è, ed una contrapposizione da rendere visibile ai massmedia e con ciò anche alle controparti".

Secondo la Cgil il risultato evidente della manifestazione separata è stato quello di avere indebolito la protesta e la mobilitazione dei lavoratori stessi e di aver spostato l’attenzione sul fatto di cronaca a scapito delle motivazioni alla base dello sciopero e della manifestazione.

"La Cgil di Pisa e tutte le categorie - concludono dal sindacato - condannano con fermezza i metodi, in particolare gli attacchi fatti di personalizzazione, ed i contenuti della forzatura cercata e voluta da alcuni delegati della Piaggio che ha portato a cortei separati. Una forzatura inaccettabile nel metodo e nei contenuti, che costituisce una pratica che non fa parte della storia e della tradizione della Cgil, rispetto alla quale è doverosa una valutazione politica dell’organizzazione complessivamente intesa".

 

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