Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Negozi aperti per Natale e Capodanno: i sindacati proclamano lo sciopero del commercio

In contrasto alle già annunciate aperture il 25, 26 dicembre e 1 gennaio di alcuni punti vendita della grande distribuzione, Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL hanno proclamato uno sciopero, chiedendo un ritorno alla regolamentazione delle aperture festive

Niente spesa e acquisti il 25 e il 26 dicembre e il primo dell'anno. E' l'invito che Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana rivolgono ai consumatori, (a fronte di catene della grande distribuzione che hanno già pensato ad aprire nei giorni di festa), proclamando uno sciopero e l'astensione dal lavoro in questi giorni festivi per eccellenza. A motivare la mobilitazione lanciata dai sindacati il fatto che a distanza di 3 anni ormai dalla liberalizzazione degli orari commerciali, con l'ipotesi del governo Monti di un aumento del PIL e dell'occupazione, poco o niente è cambiato.

"Anzi - affermano Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL - i consumi i consumi continuano a calare sia quelli alimentari che quelli non alimentari, oramai siamo in presenza di deflazione, i margini delle imprese commerciali diminuiscono e l'attacco al costo del lavoro si fa sempre più pressante, così come le condizioni di lavoro ed economiche durante le domeniche e le festività continuano a peggiorare, per effetto degli aumenti dei nastri orari della domenica e festivi con turni massacranti e mal retribuiti. Nonostante le aperture domenicali e festive molte aziende della grande distribuzione utilizzano gli ammortizzatori sociali e attuano procedure di licenziamento collettivo. Le aziende, soprattutto i negozi a conduzione familiare e i punti vendita delle catene commerciali, non hanno tratto beneficio da queste aperture deregolamentate, anzi, in molte chiudono, le città si svuotano di attività commerciali e la concorrenza diventa soccombente. Per citare alcune cifre, la Confcommercio dice che, nel 2014, ogni giorno chiudono 32 negozi. Inoltre - proseguono i sindacati - lavorare la domenica ed i festivi, in modo non regolamentato, vuol dire anche che le condizioni familiari degli addetti del commercio, in prevalenza donne, peggiorano e la qualità della vita è pessima perché non si riesce a contemperare i tempi di vita con quelli di lavoro (difficoltà nella cura dei figli, dei genitori anziani, del ménage familiare e stress relazionali in famiglia)".

Per questo le organizzazioni sindacali chiedono il ritorno ad aperture regolamentate delle domeniche e dei festivi, riportando al livello locale l'individuazione delle aperture, con principi definiti e concordati.

"In queste giornate non andiamo a fare la spesa - l'invito dei sindacati - spegniamo  le luci delle attività commerciali e viviamo la festa, chiedendo al Parlamento italiano di modificare la liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali, per una legge che regoli le aperture domenicali e festive".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Negozi aperti per Natale e Capodanno: i sindacati proclamano lo sciopero del commercio

PisaToday è in caricamento