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Cronaca

Sciopero dei corrieri Amazon a Montacchiello: "Le nostre vite in mano a un algoritmo, basta!"

Il presidio davanti ai cancelli della multinazionale ha coinvolto numerosi lavoratori. Blocco dei licenziamenti, rispetto dell'articolo 42 del contratto nazionale e garanzia dei diritti i temi più caldi

Sono in tanti, e tutti determinati a portare avanti a oltranza la loro protesta fino a che l'azienda non presterà orecchio alle loro richieste. "Che riteniamo basilari, giuste, eque e soprattutto umane". Con queste parole i corrieri delle aziende appaltatrici del servizio di consegna Amazon protestano da questa mattina, lunedì 22 marzo, in sciopero davanti ai cancelli dell'hub della multinazionale a Montacchiello. "Svolgiamo un lavoro disumanizzante, governato da un algoritmo artificiale che tiene di conto esclusivamente dei numeri di consegne e della percentuale di raggiungimento degli obiettivi. Non siamo dei robot".

La voce che si leva forte dai molti lavoratori assiepati di fronte al magazzino di smistamento è univoca e forte: la determinazione a portare avanti la protesta è grande, come ribadito al presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, giunto sul posto per portare la solidarietà dell'intero arco politico toscano. "I sindacati avevano chiesto, circa un mese fa, un confronto con i vertici aziendali - proseguono sincadalisti e lavoratori - l'esito di questo dialogo è fortemente negativo. L'azienda, di fatto, mette in discussione i diritti più basilari dei lavoratori, proponendo di effettuare turni in 26 domeniche all'anno e inserire in calendario anche le festività".

Un quadro dalle tinte scure che diviene ancor più preoccupante con la considerazione che "soltanto lo scorso 24 dicembre l'azienda ha dato il benservito a oltre 100 colleghi, interrompendo di punto in bianco il rapporto di lavoro senza alcuna motivazione". I corrieri proseguono: "All'interno del magazzino circa l'80% dei lavoratori ha un contratto precario: con che sicurezza montiamo ogni giorno  sui nostri furgoni? Inoltre circola insistemente la voce che negli uffici manageriali siano state stilate delle 'liste nere' nelle quali finiscono i lavoratori che scioperano e che chiedono garanzia minime. Tutto questo non è accettabile".

Sciopero corrieri Amazon Montacchiello 22 marzo 2021

Antonio Mazzeo di fronte a questo dettaglio afferma: "E' un fatto molto grave, per il quale mi prendo l'impegno di confrontarmi con i vertici manageriali dell'azienda insieme ai sindacati, in rappresentanza di tutti i lavoratori. Ricatti di questo tipo vanno contro alla missione che la Giunta regionale si è data al momento dell'elezione: stare dalla parte dei lavoratori, dei cittadini e dei diritti". I corrieri in sciopero incalzano: "Chiediamo che non venga smantellata la misura del blocco dei licenziamenti, perché significherebbe la perdita dell'occupazione per tantissimi colleghi. Inoltre auspichiamo che l'articolo 42 del contratto nazionale del lavoro venga esteso anche ai corrieri".

Il presidente del Consiglio regionale aggiunge: "I corrieri negli ultimi 12 mesi hanno fatto sì che la nostra qualità della vita non calasse, tenendo ritmi forsennati e garantendoci un servizio essenziale. Il minimo che possiamo fare, come istituzione, è regolare le loro mansioni con una legge che normi nel dettaglio la sicurezza sui luoghi di lavoro: la Toscana a breve proporrà una legge all'avanguardia in Italia, con la speranza che il Governo la sfrutti per una misura di livello nazionale". Un impegno che gli scioperanti accolgono con positività, ribandendo con forza: "I clienti devono conoscere le nostre condizioni di lavoro. Soltanto così potranno comprendere che lo sciopero che abbiamo deciso di mettere in campo non è una semplice ripicca, bensì è il concentrato di una serie di abusi che non siamo più disposti a tollerare. Ogni minuto trascorso fuori dal furgone ci costa dei soldi decurtati dal salario. Ma siamo pronti a proseguire ad oltranza fino a che non ci verranno riconosciuti i diritti per i quali combattiamo".

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