Scuola, "Servono assunzioni, sicurezza, trasporti": Usb promuove sciopero e mobilitazione

L'Unione sindacale di base ha proclamato lo sciopero di docenti e personale Ata per il 24 e 25 settembre, e una mobilitazione a Firenze sabato 26 settembre. Al centro delle critiche la gestione dell'emergenza da parte del Miur

E' partito oggi, giovedì 24 settembre, lo sciopero che terminerà venerdì 25 settembre indetto dai docenti e dal personale Ata iscritti all'Unione Sindacale di Base. Al centro delle critiche dei precari e di tutti i lavoratori del comparto scolastico la gestione della ripartenza delle lezioni negli istituti pubblici da parte del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Gli scioperanti si sono radunati in un presidio in Piazza Vittorio Emanuele, insieme agli esponenti della Rete Iside Onlus, agli studenti dell'Opposizione studentesca d'alternativa e ai militanti del partito Potere al popolo, per far sentire la loro voce nei confronti di quella che ritengono "una gestione sciagurata di uno dei pilastri della nostra società".

"Curiamo la scuola. Assunzioni, sicurezza, trasporti: 24 e 25/9 sciopero e mobilitazione" recita lo striscione esposto dai partecipanti alla manifestazione, che la sindacalista Usb Cinzia Della Porta motiva così: "La pandemia da Coronavirus in Italia ha scoperchiato il vaso di Pandora. L'emergenza ha portato con violenza all'attenzione dell'intera opinione pubblica criticità e problematiche croniche che soltanto chi lavora all'interno del mondo della scuola conosce in ogni dettaglio". Dalle disuguaglianze accentuate dalla difficoltà di molti studenti a seguire la didattica a distanza, fino alla scelta di investire sui banchi con le rotelle invece che sulla manutenzione e costruzione di nuove infrastrutture, Della Porta elenca tutti i problemi incontrati dalla scuola pubblica durante la chiusura e al momento della riapertura.

"Ci sono stati circa 13mila soggetti positivi tra docenti e personale Ata nel corso dei test effettuati sul personale a quattro giorni dalla riapertura delle strutture - spiega la sindacalista - tutti questi lavoratori, nei fatti, non potranno essere sostituiti perché le immissioni di ruolo tanto sbandierate dal ministro Azzolina sono state un vero flop. Soltanto 25mila precari su oltre 80mila sono stati messi sotto contratto. Senza considerare il fatto che gli organici Ata in costante carenza di personale lasciano moltissime scuole senza i servizi di base". Secondo l'esponente di Usb e tutti i partecipanti allo sciopero questa situazione "è frutto di una serie di scelte del tutto sbagliate da parte del Miur. Limitandoci al panorama cittadino, si evidenzia che ancora oggi il 40% delle cattedre negli istituti pubblici risulta vacante e numerosi docenti lamentano l'assenza o lo scarso rifornimento di DPI per la prevenzione delle infezioni da Covid".

Ecco perché lo sciopero e la mobilitazione indetta per sabato 26 settembre a Firenze "è la cosa più giusta da fare. In molti ci hanno criticato per aver scelto di scioperare proprio quando la scuola, dopo troppi mesi è rimasta chiusa. Ma noi abbiamo deciso di scendere in campo adesso prima che sia troppo tardi. Urgono correttivi immediati per una situazione esplosiva: i trasporti pubblici del personale e degli studenti non sono in sicurezza, risultano già sovraffollati e contrari alle norme anticontagio; troppe cattedre sono scoperte e troppi docenti sono rimasti nel limbo del precariato dopo un'estate di promesse e parole spese da parte del Governo".

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Due docenti precarie presenti al presidio aggiungono la loro testimonianza: "Il metodo di assegnazione delle cattedre ai precari è discutibile, degradante e poco trasparente. Le dirette youtube con le quali sono stati assegnati circa duemila posti nel territorio pisano sono state poco chiare. Il metodo utilizzato per stilare le graduatorie non è stato spiegato apertamente, con il risultato che in alcuni casi si sono verificati dei 'soprassi' incomprensibili". E anche dagli studenti piovono critiche trasversali: "La scuola e l'università non sono ripartire nel migliore dei modi - afferma Camilla Diurno, iscritta al primo anno del corso di laurea in Discipline dello spettacolo e della comunicazione all'Università di Pisa - le scelte e le decisioni calano dall'alto senza tenere in minima considerazione le problematiche quotidiane che noi studenti ci troviamo ad affrontare. In particolare l'Ateneo pisano, con la decisione di mantenere chiuse le aule studio e la grande maggioranza dei corsi, sta contribuendo a polarizzare l'istruzione: da una parte le scuole d'eccellenza come Sant'Anna e Normale proseguono le lezioni in presenza, dall'altra l'università pubblica rimane arroccata nella sua chiusura e aumenta le tasse". 

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