Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Giordano Bruno, 42

Distretto 42, Roberto ha scelto il digiuno: il Municipio lo sostiene

Roberto Lepera ha iniziato a digiunare per sostenere la causa del Municipio dei Beni Comuni, che ha occupato l'ex caserma di Via Bruno, e per chiedere al sindaco di prendere posizione sulle sorti del Distretto 42, visto l'imminente sgombero

Il Municipio dei Beni Comuni a supporto dello sciopero della fame. Dopo l'inizio del digiuno di Roberto Lepera, a sostegno dell'esperienza del Distretto 42, la ex caserma di via Giordano Bruno occupata dagli attivisti con l'intento di restituire alla città un grande parco pubblico, è iniziata la mobilitazione per appoggiare il gesto di Lepera.

"Col mio digiuno - scrive Lepera in una lettera diffusa il 7 marzo - chiederei solo una cosa, molto semplice: che l'Amministrazione comunale prenda pubblicamente posizione sulle sorti del Distretto 42, visto l'imminente sgombero, assumendosi la responsabilità politica di fronte alla cittadinanza, attraverso un comunicato sottoscritto dal sindaco". 

Il Municipio dei Beni Comuni esprime così tutta la sua gratitudine e solidarietà a Roberto Lepera per il grande sforzo che sta compiendo. "Quando semplici cittadini arrivano spontaneamente a una modalità di azione così estrema è segno che c'è davvero qualcosa che non va nell'atteggiamento tenuto dalle istituzioni - affermano gli attivisti - il gesto di Roberto è la dimostrazione più eloquente dell'opacità con cui ha operato e opera da tempo la Giunta Filippeschi, prima nella vicenda che ha portato allo sgombero dell'ex Colorificio liberato e ora con l'imminente sgombero che porterà alla chiusura del Distretto 42. In queste ore molti cittadini, tra cui Rocco Altieri, del Centro Gandhi, si stanno organizzando per creare una rete di solidarietà anche tramite una staffetta al fianco di Roberto Lepera. Anche il Municipio dei Beni Comuni - concludono - appoggia questa iniziativa, nella convinzione che un dialogo corretto e trasparente permetta sempre di raggiungere soluzioni nell'interesse di tutta la comunità, mentre ogni volta che, alla richiesta di confronto da parte delle associazioni, si sostituisce la violenza di uno  sgombero si producono ferite nel tessuto democratico che caratterizza tradizionalmente la nostra città".

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