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Cronaca

L'Ispettorato del lavoro in stato di agitazione: proclamato lo sciopero il 4 marzo

Sindacati e lavoratori denunciano una grave condizione di disagio

Tutti i lavoratori dell’Ispettorato del Lavoro di Livorno e Pisa sono in stato d’agitazione, proclamato a livello nazionale da FP CGIL, FP CISL, UILPA, FLP, CONFINTESA, CONFSAL UNSA e USB, e si stanno mobilitando con assemblee quotidiane in tutti gli uffici del territorio nazionali dal 21 fino al 25 febbraio, giorno in cui le assemblee si svolgeranno all’esterno, di fronte le sedi di Livorno e Pisa, aderendo allo stato di agitazione sindacale unitario. Non solo: è stato proclamato lo sciopero per l’intera giornata del 4 marzo con manifestazione nazionale.

"Il primo sciopero dell’Ispettorato del Lavoro arriva in un clima di profondo disagio per i lavoratori e di enormi difficoltà per il necessario Servizio Pubblico di tutela del lavoro - scrivono i sindacati - infatti sia il personale ispettivo che il personale amministrativo si trova ad operare in assoluta scarsità di risorse strumentali e con organici gravemente insufficienti. In questo stato di sofferenza arriva anche la clamorosa esclusione del personale dell’INL dalla bozza del DPCM di armonizzazione delle indennità di amministrazione, prevista per tutti coloro che applicano il CCNL Funzioni Centrali ad eccezione delle 'agenzie' che applicano il medesimo CCNL, fra cui proprio l’Ispettorato del Lavoro, un errore e una discriminazione inaccettabili".

"Come OO.SS., da sempre, sosteniamo la necessità di maggiori assunzioni ed investimenti per INL per dare maggiore tutela del lavoro, comprese le nuove e complesse attribuzioni, come in tema di Sicurezza del Lavoro che necessitano di specifiche assunzioni, professionalità e formazione, ad oggi insufficienti. La 'strage' quotidiana dell’insicurezza sul lavoro ha bisogno di una risposta dello Stato vera e concreta, non possiamo fermarci alle campagne di comunicazione in cui il personale dell’Ispettorato viene dipinto quale 'panacea' senza che ci siano le necessarie assunzioni e riconoscimenti professionali ai lavoratori. Le assunzioni tanto 'gridate' in tutti i comunicati della politica, in realtà non sono ancora arrivate ed al contempo le competenze di questo personale sono aumentate con l’estensione alla materia di sicurezza del lavoro in tutti i settori lavorativi senza una adeguata formazione specialistica e, soprattutto, preventiva alla citata estensione di competenze".

"In Toscana questa contraddizione è evidente: gli ispettori tecnici sono pochissimi, uno solo per il territorio di Livorno e appena due per il territorio di Pisa a fronte di un territorio industriale che vede la presenza, ad esempio, dei distretti del conciario, del metalmeccanico, il cantieristico e il chimico. Il personale amministrativo è sfinito e non ha ricambio generazionale da ben oltre venti anni, condizione che mette a rischio i diritti di molti lavoratori, come quelli garantiti alle lavoratrici madri, che nelle sedi di Livorno e Pisa registrano numeri e prestazioni fra i maggiori di tutta la Toscana. In questo clima di esasperazione, fra competenze che aumentano, grave carenza di organico, sovraesposizione mediatica e di responsabilità conseguenti, si aggiunge la discriminazione salariale per l’ingiusta esclusione dalla bozza del DPCM che applica il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali, recentemente siglato".

Il comunicato conclude: "Le lavoratrici ed i lavoratori degli Ispettorati del Lavoro di Livorno e Pisa aderiscono alla mobilitazione stanchi di essere 'usati' come specchietto per le allodole per tranquillizzare i temi della sicurezza e della legalità sul lavoro. Se l’interlocutore politico vuole davvero iniziare a contrastare lo sfruttamento e la conseguente insicurezza sul lavoro deve smettere di fare meri proclami e passare ai fatti. Il primo è l’inclusione del personale dell’INL nella bozza del DPCM citata, ma deve essere chiaro che questo non può che essere solo l’inizio".

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